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Dopo il gran clamore sul Rapporto Oms

Affievolitosi il gran clamore seguito alla presentazione del Rapporto OMS sull’ex Ilva di Taranto, gran regista il presidente Emiliano, è possibile formulare serenamente interrogativi e considerazioni forse utili anche per un’opinione pubblica spesso rintronata da slogan e proclami.

IL “RIPOSO” DEL RAPPORTO OMS NEI CASSETTI DELLA REGIONE PUGLIA
Il Rapporto OMS è rimasto serrato nei cassetti della Regione Puglia per più di sei mesi. Tale stranezza è stata segnalata sulla stampa nei giorni 8 e 11 gennaio 2022. Ne è seguita la presentazione il 21 gennaio 2022, in apposito evento pubblico della Regione Puglia, che non si improvvisa dalla mattina alla sera e che comunque è avvenuto “in anticipo rispetto alla pubblicazione ufficiale del rapporto in inglese e in italiano, con lo scopo di illustrarne in sintesi i contenuti”. E’ peccato mortale pensare che il “riposo” nei cassetti regionali servisse per ragionare su dei risultati non del tutto soddisfacenti rispetto alle presumibili attese?

LA SINTESI DEI CONTENUTI DELLO STUDIO
In realtà, nella presentazione del 21 gennaio viene somministrata una sequela di numeri di morti solo stimati e immediatamente enfatizzati da chi punta alla condanna a morte del Siderurgico, col supporto di una condanna giudiziaria finora solo di 1° grado e ancora priva di motivazioni.  Di contro, i numeri dello studio evidenziano l’indiscutibile diminuzione degli elementi inquinanti e nocivi, avvenuta a seguito dei provvedimenti disposti nelle AIA (autorizzazione integrata ambientale) susseguitesi nel tempo. Ciò significa che la riduzione, misurata nell’inquinamento e stimata nelle morti, è in conseguenza di specifiche attività tecniche e gestionali messe in campo con le AIA. E’ proprio per questa ragione che occorre procedere il più speditamente possibile su tale strada, lasciando che la magistratura segua il suo corso: proprio la dr.ssa Francesca Racioppi, coordinatrice dello studio OMS, ha affermato “abbiamo una grandissima opportunità per fare gli investimenti giusti. Un’occasione che non possiamo non cogliere”.

NULLA SUL “RISCHIO SANITARIO ACCETTABILE”
Entrando un po’ più nel dettaglio dell’evento del 21 gennaio 2022, viene rilevato che “lo studio OMS calcola decessi ipotetici desunti da modelli matematici già utilizzati nelle Vds (valutazione del danno sanitario) elaborate più volte da enti regionali”. E’ del tutto assente, invece, il capitolo del “rischio sanitario accettabile” forse perché le nuove linee guida AQGs (Air pubblicate il 22 settembre 2021, a consegna avvenuta del rapporto OMS. In più, “la relazione OMS non offre tutte le informazioni ai fini del miglioramento delle condizioni epidemiologiche con l’effetto della riduzione dell’inquinamento atmosferico negli anni”. E’ rilevato anche che “con il metodo adoperato da OMS è andata persa tutta la preziosa informazione contenuta nel Registro tumori. Che se utilizzata avrebbe potuto quantificare gli eccessi di tumori infantili prodotti dalla presenza dell’ex Ilva”.

COSA FARE IMMEDIATAMENTE
Dopo tanti anni di discussioni e di interventi legislativi e giudiziari sul “caso Taranto”, in Italia resta prevalente la volontà e necessità di tenere in vita il Siderurgico che, invece, gli oltranzisti, prevalentemente locali, vorrebbero chiudere. Necessita quindi lo scatto in avanti da parte di chi ha il potere e dovere di agire, con provvedimenti concreti, visibili, corrispondenti a una visione prospettica ben precisa e confortati dalla “certificazione” dei miglioramenti finora raggiunti con interventi tecnici e gestionali. Assolutamente indispensabile, indifferibile e convincente deve essere il contatto non episodico dei vertici aziendali con una città comprensibilmente sfiduciata e preoccupata. Occorre cioè evitare che si perpetui il distacco tra impresa e territorio. Un segnale importantissimo sarebbe la decisione di presidente del consiglio dei ministri, ministro della salute e presidente dell’ISS (istituto superiore di sanità) di rendere finalmente obbligatoria anche per la siderurgia la valutazione di impatto sanitario secondo la ISTISAN 19/9 di cui al DL.vo 104/2017, già operativa per l’industria petrolifera, le grandi centrali elettriche, gli inceneritori, ecc. Tale provvedimento renderebbe assolutamente credibile l’affermazione del dr. Pasqualino Rossi, importante direttore ministeriale, fatta proprio nel corso dell’evento del 21 gennaio 2022: “È sempre un grande giorno quando la salute si riappropria del suo ruolo nei processi di valutazione di impatto ambientale, perché la problematica ambientale deve essere vista anche in ottica di salute umana”.

Biagio DE MARZO

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