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Un sistema di transizione energetico, ecologico e tecnologico

Alfredo Spalluto

Fino a due settimane fa, stavamo assistendo ad una storia diversa. A due anni dall’inizio della pandemia, il contesto macroeconomico globale risultava in progressivo miglioramento. Oggi siamo in guerra. Non commettiamo l’errore di ignorare questa condizione ritenendola esagerata ed eccessivamente allarmistica! Siamo all’interno di una tragedia, che riguarda l’Europa e comunque si concluda, avrà conseguenze sull’assetto geopolitico e geoeconomico. Certo non si possono affrontare le elezioni amministrative prescindendo da questo drammatico contesto. Può farlo solo chi è impegnato in un’altra guerra, tutta nostrana, che ha messo insieme la qualunque contro qualcuno. Abbiamo capito perché.

Aspettiamo di capire per cosa! Taranto è destinata ad avere un ruolo fondamentale in questa visione euromediterranea: l’Italia non più marginale all’Europa, punto di equilibrio verso il Mediterraneo, con il potenziale ruolo del Mezzogiorno protagonista. Tutti gli istituti economici più attenti guardano al mezzogiorno come piattaforma dell’Europa nel mediterraneo per lo scambio tra materie prime, semilavorati provenienti dall’oriente e prodotti finiti delle industrie UE. Taranto ha le prerogative e le potenzialità per rappresentare un Sistema di transizione energetico, ecologico e tecnologico. C’è bisogno di una visione di città che vada oltre gli slogan e che affermi una propria proposta di sviluppo. La visione di sviluppo deve salvaguardare, innanzitutto, la salute dei cittadini. Occorre quindi come priorità una strategia di difesa della salute dei tarantini senza piegarsi alle logiche di interesse nazionale. Perché è prevedibile che l’interesse nazionale spingerà ancora di più verso la produzione interna dell’acciaio visti anche gli attuali venti di guerra. Per questo si deve puntare ad opportunità di lavoro puntando sull’innovazione e la tecnologia nei settori che sono propri della nostra vocazione territoriale e culturale. A questo deve servire il recupero pieno dell’identità di città di mare e di storia qual è Taranto. A tal proposito la città deve riappropriarsi della propria identità e riconvertire l’industria inquinante.

L’identità da valorizzare è quella di città portuale che si affaccia nel Mediterraneo. Come una base logistica per le merci, per i turisti e per la ricerca nell’area Mediterranea. Coniugando la cultura ellenistica con le bellezze naturali delle coste. Applicando a queste caratteristiche le nuove tecnologie. E per unire l’impegno civico di più forze è il momento di lanciare un progetto civico con più movimenti e associazioni capaci di contribuire al programma del prossimo Sindaco di Taranto. Pensando alla federazione dei movimenti civici. Cioè pensare alle donne e agli uomini che si ritrovano in un progetto civico, riformista e ecologista di sviluppo di Taranto. Che condivide il pieno sostegno a Sindaco di Rinaldo Melucci per quanto ha fatto nel suo primo mandato e anche per aiutarlo a migliorare ciò che magari si deve fare diversamente. Quindi di qui l’appello ai vari movimenti civici, della stessa area politica, che è tempo di dare vita alla federazione dei civici che ha inizio a Taranto e cresce anche negli altri impegni pubblici.

Alfredo SPALLUTO
Già assessore comune Taranto