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La cultura della legalità fondamento della comunità

Cosimo Di Martino

Cosimo Di Martino, laurea in Scienze Politiche, indirizzo “Scienza dell’Amministrazione” presso l’Università degli Studi di Siena. Docente presso la Scuola Allievi Carabinieri di Taranto con il grado di Luogotenente.

Perchè ha scelto di candidarsi alle prossime elezioni amministrative del Comune, aderendo alla lista “Taranto Mediterranea”?
Ho scelto di sostenere la continuità politico amministrativa rappresentata da Rinaldo Melucci Sindaco ed ho deciso di farlo con Taranto Mediterranea che si propone di proiettare la nostra città come protagonista del mediterraneo allargato con una visione che guarda con attenzione alla sua posizione geografica di Mezzogiorno d’Europa. Possiamo esserlo con il nostro porto per il traffico e le rotte delle merci. Dobbiamo esserlo con la nostra storia e cultura, la nostra bellezza tipicamente mediterranea, elementi decisivi e fondamentali per potenziare il settore turistico e commerciale.

Lei si propone con il tema della “Cultura della Legalità”, è conseguenza diretta della sua esperienza professionale?
Non potrebbe essere altrimenti. Credo tuttavia che la cultura della legalità e la sicurezza debbano rappresentare condizioni fondamentali che tengono insieme una comunità e devono contribuire efficacemente alla visione di una Città.

Quale può essere il ruolo che può esprimere il governo della città?
Innanzi tutto una governance adeguata, all’altezza del compito che l’attende. Educare alla legalità significa elaborare e diffondere un’autentica cultura dei valori civili, e questo si pone non soltanto come premessa culturale indispensabile ma anche come sostegno operativo quotidiano, poiché soltanto se l’azione di lotta sarà radicata saldamente nelle coscienze e nella cultura dei giovani si può costruire una società migliore e quindi una migliore comunità.

Com’è possibile farlo concretamente?
Contrastando fenomeni di grande e piccola criminalità, la droga, il bullismo, la violenza, lo sfruttamento, e altri innumerevoli casi che purtroppo sono spesso soggetti all’indifferenza o addirittura al silenzio da parte della collettività. Bisogna lavorare sui giovani, sulla loro formazione incentivando interessi e predisposizioni che spesso sono mortificate. Uno dei progetti che vorrei realizzare riguarda un polo di sviluppo per l’arte. Un laboratorio che possa ospitare maestri e allievi. L’obiettivo del progetto è quello di incrementare il turismo, e di favorire e coltivare la creatività dei nostri giovani.