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Riorganizzazione dei Laboratori analisi privati accreditati, un terremoto nel settore

Maria Vittoria Colapietro

Maria Vittoria Colapietro, Sociologa con master in bioetica, candidata nella lista di TARANTO MEDITERRANEA con Rinaldo MELUCCI Sindaco: “La resilienza è la duttilità ad adattarsi alle situazioni avverse. La capacità di flettersi senza rompersi, ma per la sanità territoriale pugliese rischia di trasformarsi in una capitozzatura con la chiusura di realtà territoriali esistenti, che si sono confermate indispensabili nel corso dell’epidemia da Covid”.

Un quadro allarmante quello che ci propone. Da dove deriva questa sua preoccupazione?
“E’ evidente la spinta delle multinazionali che vogliono inserirsi nel sistema ma è necessario tutelare i nostri operatori. Per non trasformarsi in un boomerang, va regolamentato con misure che non vadano a discapito dei laboratori di analisi privati convenzionati che da anni operano nella realtà locale, rappresentano un nodo strategico nella rete dei servizi alla persona”.

Non crede che in questi due anni di crisi il sistema abbia fatto emergere tutta la sua inadeguatezza?
“Sappiamo quanto il covid abbia rallentato il numero di prestazioni da parte delle strutture pubbliche, e quanto sia necessario aprirci ad una nuova sinergia tra pubblico e privato territoriale che sappia normalità e dare adeguate risposte all’imprevedibile”.

La Sanità regionale intende riorganizzare la Rete dei Laboratori di Patologia clinica privati accreditati con un nuovo modello organizzativo.
“Infatti, questo nuovo modello porta con sé una serie di svantaggi senza apportare alcun vantaggio in termini di risparmio di spesa sanitaria regionale e assistenza territoriale sui pazienti. Si aggrava la tempistica di risposta sui referti, che è fondamentale per pazienti anziani, pediatrici e soprattutto oncologici. I tempi inevitabilmente si allungheranno compromettendo la competitività e capacità di affiancamento delle strutture private sussidiarie a quella pubblica fortemente in affanno”.

La sua è una semplice intuizione o deriva da una esperienza sul campo?
“Gli esamifici presenti nel nord Italia da anni, hanno dimostrato che spesso i prelievi vanno ripetuti con un aggravio della spesa: il campione arriva tardi all’hub, la quantità a volte risulta insufficiente, negli esami emocromocitometrici l’analisi, per essere attendibile va eseguita subito dopo il prelievo. In quelli microbiologici va rispettata la catena del freddo, per non alterarsi soprattutto in estate”.

Quindi contesta il modello Hub & Spoke?
Mi preoccupa questo accentramento spinto che penalizza la professionalità del patologo di laboratorio, svilita a semplice smistatore di provette dallo “spoke” all’ “hub” dopo anni di studio, specializzazione e formazione continua. Porterà inevitabilmente con sé il licenziamento di personale, che non troverà mai la possibilità di una ricollocazione di lavoro.

Come concilia questa sua posizione con l’ambizione di TARANTO MEDITERRANEA di voler pensare per sistemi e governare per progetti?
Ma è proprio questo il punto. Pensare per sistemi è possibile quando si ha una conoscenza maturata sul campo, in questo caso fra gli utenti pazienti e gli operatori. La proposta, il progetto di chi governa le Istituzioni ed i servizi che devono erogare per rispondere efficientemente ai bisogni reali, deve essere supportato dalla competenza. Vi invito a recarvi una mattina in un laboratorio di analisi ad osservare ciò che accade: una minima parte di persone è quella che fa i controlli semestrali, la maggior parte invece è costituita da persone con patologie croniche che hanno in quel posto non solo una siringa ed un ago, ma l’accoglienza di chi ti conosce e ti accoglie, l’infermiera che sa quale braccio può usare e quale no, l’analista che, anche stando dietro le quinte, ha il quadro completo delle analisi e l’immediato contatto con il medico di famiglia, nel caso in cui qualcosa non va. C’è un lavoro di squadra della struttura. C’è tutto questo e molto altro dietro un prelievo di sangue. In un’ottica di sistema diventa fondamentale mantenere gli equilibri per il ben-esser-ci della comunità territoriale e del singolo utente che la vive.