Taranto Mediterranea è un progetto di politica partecipata, impegnata in una grande riforma del Mezzogiorno

Ilaria Pizzolla è un’Assistente Sociale laureata in Scienze del Servizio Sociale e in Scienze Politiche con Laurea Magistrale in Progettazione delle Politiche di Inclusione Sociale presso l’Università degli Studi di Bari. Esperta in Servizio Sociale e in Progettazione Sociale attualmente svolge la propria professione di Direttore di una comunità di accoglienza e presso il Ministero di Giustizia Dipartimento per la Giustizia Minorile di Taranto. Nel passato ha operato anche all’interno di una comunità riabilitativa psichiatrica, presso il Comune di Palagiano e come docente in diversi corsi di formazione.

A Ilaria abbiamo chiesto da dove nasce il suo impegno politico e sociale
“Ho sempre militato in associazioni e movimenti in difesa dei rifugiati. La mia passione politica viene da lontano. Prima in Rifondazione Comunista e poi come componente della segreteria provinciale del Pd di Taranto”.

Una predisposizione naturale che hai completato e perfezionato con gli studi.
Ho deciso di intraprendere il percorso di studi e poi professionale nell’ambito del Servizio Sociale, perché per me il sociale è soprattutto missione di vita. Chi opera nel mio settore lo fa soprattutto per un senso di missione verso i soggetti deboli e svantaggiati della società, siano essi migranti o anziani, minori, detenuti o disabili. Un impegno concreto e profondo che vivo quotidianamente a contatto con utenze e famiglie che in gran parte compongono il nostro strato sociale. Parallelamente ho sempre voluto associare al mio lavoro l’impegno del volontariato e civile collaborando e facendo parte di associazioni in difesa dei più deboli e soprattutto dei rifugiati.

Ti consideri una donna di sinistra?
Essere di sinistra è difficile per chi ne hanno fatto la ragione di vita. Questa situazione della sinistra e più in generale della politica è il prodotto desolante di ciò che la politica ha saputo offrire in questa fase. La difficoltà sta proprio nel fatto che non c’è un nemico da battere, individuato, circoscritto ma c’è da operare una generale riconversione del nostro modo di pensare e di vivere. La difficoltà, la delusione, l’amarezza non sono solo frutto di una malinconia esistenziale che non si vuole accettare. Sono il frutto amaro di una realtà che nelle sue trasformazioni ha espulso, sta espellendo la stessa idea di sinistra.

Anche tu quindi sei convinta che si è perso il confine?
Il discorso è più complesso: Gli ultimi venti anni sono stati un continuo declino politico, morale, economico, culturale. Si sono dissolte le condizioni di tenuta della democrazia partecipata e si è diffuso un comune sentire, caratterizzato dal confuso intreccio sovranista e populista, i cui effetti sono devastanti. Non si ricostruisce con le macerie del vecchio, riproponendo i vecchi partiti; o pezzi di essi. Non si rifanno le istituzioni, frantumando lo Stato. Non si rivitalizza la democrazia esaltando le rete e i social.

Fra le tante liste a sostegno di Rinaldo Melucci, perché hai scelto Taranto Mediterranea?
Proprio perché ho imparato a distinguere il merito dalla forma spesso inconcludente. Il civismo politico federativo è la migliore risposta delle comunità che si riconoscono per interessi, bisogni, funzioni. Il contenitore che viene modellato dal contenuto; il territorio l’uomo e le donne sono le risorse primarie da cui partire. L’uomo ed il territorio sono le risorse sulle quali si fonda ogni strategia di riforma e di sviluppo. Noi diciamo: si pensa per sistemi, si governa per progetti. Un piano di infrastrutture (il progetto nel territorio) deve essere all’interno di un piano dei Trasporti (il sistema per l’uomo). Un piano di edilizia scolastica è interno ad un progetto di riforma della Scuola che la pandemia ha messo a dura prova, a partire da quella per l’infanzia. Dotare la macchina amministrativa di figure e risorse competenti nel programmare i servizi e le strutture di cui Taranto ha bisogno.

Cambiare la programmazione sociale e la spesa comunale, di mera assistenza indirizzandola su una programmazione seria di domanda ed offerta in ogni ambito di intervento. L’istituzione “Comune” vista come vero volano dell’inclusione sociale. Taranto Mediterranea è avanti nella elaborazione progettuale e strategica. Il ruolo nuovo e strategico del Mezzogiorno per l’Europa è una scelta compiuta dalla Next generation EU, è la consapevolezza dei meriti e delle opportunità di un Mezzogiorno Mediterraneo. Di fronte al Paese, partendo dal territorio e dalle comunità, una iniziativa civica e federativa, di respiro nazionale, potrà parlare il linguaggio della ragione, della giustizia, della competenza, della semplificazione, della innovazione. E farsi ascoltare da quegli elettori che, da anni, non ascoltano la buona politica. Taranto Mediterranea non è una lista civica nata per occupare qualche posto in consiglio comunale. Italia Mediterranea è un progetto di politica partecipata, impegnata in questa grande riforma del Mezzogiorno. E’ una identità consapevole che la partita decisiva riguarda tutto il Mezzogiorno. Taranto può e deve svolgere un ruolo decisivo in questo Mezzogiorno sempre più strategico per l’Europa Mediterranea.

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