“L’obiettivo è liberare il Donbass”

Le truppe russe hanno sferrato il previsto attacco in Ucraina orientale. L’esercito russo ha intensificato i bombardamenti lungo un fronte di 480 chilometri mentre i corridoi umanitari sono rimasti bloccati per il terzo giorno consecutivo. Le truppe russe sono riuscite a occupare la cittadina di Kreminna, nella regione di Lugansk, mentre l’esercito ucraino ha ripreso il controllo di alcuni villaggi nella regione di Kharkiv. Da Mariupol arrivano notizie contrastanti circa un migliaio di civili tra donne, anziani e bambini che sarebbero rifugiati nell’acciaieria Azovstal, dove sarebbero asserragliate anche le ultime forze militari ucraine rimaste in città, compreso il battaglione di Azov. Secondo l’agenzia Interfax, il Ministero della Difesa russo ha lanciato un ultimatum ai militari per convincerli ad arrendersi. Intanto continuano ad emergere dettagli dei massacri ai danni dei civili commessi nelle località occupate dalle truppe di invasione: sarebbe stato ucciso un cittadino su cinque. Vladimir Putin lo considera un Atto di eroismo” ed ha assegnato un titolo onorifico proprio ai soldati di stanza a Bucha.

Per l’affondamento della nave ammiraglia Moskva, la Russia ha confermato soltanto due morti, ma i parenti dei marinai a bordo della nave denunciano l’assenza di informazioni. Sull’incrociatore che ora giace sul fondo del Mar Nero in seguito a una esplosione e un incendio, sono morti una quarantina di marinai. A dirlo sarebbe la madre di un membro dell’equipaggio, in una testimonianza pubblicata da Novaya Gazeta Europe. Il quotidiano rilancia anche un post sul social network VK di una persona che sarebbe il padre di un altro marinaio: «È stato riferito che l’intero equipaggio era stato evacuato. È una bugia! Bugia palese e cinica! Mio figlio, soldato di leva, come mi hanno informato i comandanti diretti dell’incrociatore Moskva, non è tra i morti e i feriti ed è incluso nell’elenco delle persone scomparse. Un coscritto che non avrebbe dovuto prendere parte alle ostilità è indicato come disperso». L’Ucraina sostiene di avere colpito la nave con dei missili Nettuno, mentre secondo la Russia a causare il naufragio sarebbe stata un’esplosione accidentale a bordo.

Una gran parte dell’esercito russo è ormai consacrato all’offensiva nel Donbass. “Non importa quanti soldati hanno portato, noi combatteremo. Noi ci difenderemo”. Il presidente ucraino Zelensky è tornato a chiedere armi all’Occidente definendo ogni ritardo nelle forniture “un lasciapassare alla Russia per uccidere”. In una lunga intervista esclusiva all’emittente India Today il ministro degli Esteri della Federazione Russa Segei Lavrov ha confermato che Mosca sta iniziando la fase successiva della sua “operazione speciale” in Ucraina. “L’operazione nell’Ucraina orientale è finalizzata alla completa liberazione delle repubbliche di Donetsk e Lugansk”, ha detto Lavrov assicurando che “la Russia non sta valutando la possibilità di utilizzare armi nucleari in Ucraina, stiamo usando solo di armi convenzionali” e aggiungendo anche che “cambiare il regime in Ucraina non è un obiettivo”. La scelta di un media indiano non è casuale: Nuova Delhi è legata e Mosca da diversi accordi commerciali e militari e finora ha tenuto una posizione neutrale nei confronti del conflitto in Ucraina.

Lavrov ha lodato la decisione del governo di Narendra Modi di decidere la propria politica estera “secondo i suoi interessi”. Il ministro degli Esteri ha inoltre risposto alle accuse mosse ai russi di aver commesso crimini di guerra, ribadendo che l’esercito di Mosca “colpisce solo obiettivi militari e non civili” e accusando quello ucraino di “usare i civili come scudi umani” e l’Occidente di “prestare attenzione a falsità” su quanto avvenuto a Bucha. Come diversi altri paesi del Sud del mondo, e nonostante le pressioni di Washington, l’India si è finora sempre astenuta dalle votazioni che si sono tenute alle Nazioni Unite per condannare la guerra e le violazioni dei diritti umani in Ucraina. Sul fronte economico le sanzioni sembrano “colpire l’economia russa” e non solo il suo mercato finanziario. La governatrice della Banca centrale di Mosca, Elvira Nabiullina, in un’audizione alla Duma, il parlamento russo ha dichiarato che “Il periodo in cui l’economia può vivere sulle scorte è limitato” aggiungendo che la banca centrale non proverà ad abbassare l’inflazione “perché questo limiterebbe l’adattamento dell’economia alla nuova situazione” caratterizzata dalle sanzioni.

La Russia deve affrontare nel secondo trimestre e nell’inizio del terzo dei cambiamenti strutturali della sua economia: “è finito il tempo in cui l’economia può vivere di riserve”. Di diverso avviso Vladimir Putin.

“L’inflazione e il rublo si stanno stabilizzando. La moneta sta tornando sui livelli di prima della guerra”, ha detto il leader del Cremlino parlando a un forum di industriali. Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina a oggi, l’economia russa ha già subito pesanti contraccolpi e la Banca Mondiale prevede una contrazione del pil del 10%. Di fronte all’incombente rischio default per il paese, Nabiullina ha annunciato una serie di azioni legali contro il congelamento delle riserve valutarie, il blocco di oro e dei beni appartenenti ai cittadini russi. La guerra in Ucraina ha peggiorato la situazione di insicurezza alimentare “già terribile” in diverse parti del mondo. Prima del conflitto “più di 800 milioni di persone, circa il 10% della popolazione mondiale, soffrivano di insicurezza alimentare cronica”, le prime stime mostrano che l’aumento dei prezzi del cibo dovuto all’invasione russa potrebbe portare alla povertà almeno 10 milioni di persone in più nel mondo.

L’economista Janet Louise Yellen, ex presidente della Federal Reserve ed ora Segretario al tesoro degli States, ha invitato i paesi ad evitare restrizioni alle esportazioni che potrebbero aumentare ulteriormente i prezzi, agendo anche per sostenere le popolazioni vulnerabili e i piccoli agricoltori. Da Pechino invece arriva un’ulteriore doccia gelata: la Cina assicura che aumenterà il “coordinamento strategico” con Mosca “a prescindere dalla volatilità internazionale”. In una nota ministeriale Pechino ribadisce che indipendentemente da come cambierà la situazione internazionale, “la Cina rafforzerà la cooperazione strategica con la Russia per promuovere un nuovo modello di relazioni internazionali e una comunità con un futuro condiviso per l’umanità”.

Alfredo VENTURINI

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