La transizione ecologica e la politica per realizzare una Città Sostenibile

Pur essendo necessario ripartire dall’esperienze maturate, e dai programmi posti in essere dalla precedente Amministrazione Melucci, risulta necessario migliorarli i con un atteggiamento propositivo che trova i suoi prodromi in alcune situazioni che strutturalmente hanno modificato gli equilibri socio economici del territorio di una Città, che rappresenta nello scacchiere, la terza città del Meridione, dopo Napoli e Bari, considerando che quest’ultime sono Città Metropolitane. Questo punto, ovvero una nuova “posizione” del Mezzogiorno e di Taranto, trova, uno spazio politicoideologico nel dibattito nazionale per una visione del Mezzogiorno, più adeguata al momento che si sta vivendo, traendo linfa dal tema più volte affrontato dall’on. Claudio Signorile, nell’ambito delle strategie politiche promosse da Mezzogiorno federato, che vedono posizionata la Città di Taranto al centro delle strategie del Mediterraneo.

Le situazioni che si sono succedute in un arco temporale molto breve sono: La crisi ambientale; La Pandemia; La guerra fra Russia e Ucraina. L’intreccio fra questi avvenimenti ha portato e porterà ad una possibile ulteriore crisi socio economico del Sistema Strutturale Città. Il programma di sviluppo del Sindaco dovrà dare risposte concrete in termini di certezza d’investimento e di miglioramento della qualità della Vita, ovvero dovrà essere un facilitetor con politiche strategiche di contesto. In questo senso i punti più critici sono: L’invecchiamento della Popolazione (la popolazione con più di 65 anni è di 47 anni è più del 39,01% -dati Istat 2007). La crisi socio-economica (58,1 individui sono a carico di ogni 100 che lavorano – dati Istat 2007). Stock edilizio (su un totale di circa 18.520 edifici per un totale di 70.778 abitazioni, 12.446 risultano abbandonate) Stock urbanistico (75% del territorio è vincolato e/o non produttivo). E’ dunque da ritenere necessaria una Vision che punti su un documento strategico programmatico e progettuale condivisibile, con punti di riferimento reali, capaci di far vedere un futuro sostenibile, basato sulle vocazioni della realtà socio-economica, e sulle aspettative sociali, basato sul miglioramento della qualità dei servizi, e delle interrelazioni fra Città e Territorio, e dell’uso del Territorio Vasto, con una visione di insieme che guardi all’intero comparto del Mezzogiorno nell’ottica Europea del PNRR.

Una vision in cui la Governance del Sindaco sia in grado di mediare le istanze, di costruire strumenti di governo snelli, ma soprattutto con una energia propositiva nei livelli internazionali, nazionali e regionali, con l’obiettivo finale che la “transizione ecologica” sia il frutto di un insieme di azioni correlate, e rivolte alla sostenibilità dell’economia, favorendo il passaggio da un sistema basato sulle fonti energetiche inquinanti a un modello virtuoso incentrato sulle fonti verdi. Dunque la mission sarà costituita da azioni che faciliteranno il processo di innovazione tecnologica, di rivoluzione ambientale, e di nuove economie, che non terranno conto solo dei profitti economici, ma anche del rispetto della sostenibilità ambientale. Dunque la transizione ecologica dovrà essere accompagnata da una transizione politica per realizzare una Città Sostenibile, capace di essere attrattiva e innovativa non solo per la popolazione residente ma anche per il mercato delle Città in cui il futuro è dettato da regole certe, innovative e competitive. Questa Vision si basa sulla necessità di avere una leadership con competenze professionali e politiche innovative in grado di promuovere la proposizione di un modello di sviluppo innovativo. E’ una “armatura ideologica” che fa capire, da subito, agli stakeholder, che l’obiettivo che si vuol raggiungere ha un tempo limitato, e si devono impostare le politiche di sostegno che corrispondano a : Politiche di sostegno per la resilienza sanitaria urbana, Politiche di sostegno a favore della cooperazione e del partenariato internazionale, Politiche di sostegno per la riduzione dei costi della burocrazia, Politiche di sostegno per gli stabilizzatori fiscali.

Tutte queste politiche di sostegno si basano sul recupero delle aree marginali, demaniali e/o comunque prive di redditività, che ostacolano il reale sviluppo socioeconomico. Il recupero funzionale di queste aree deve essere inquadrato in un processo reale di defiscalizzazione, che incentivi anche il Partenariato Privato alle forme di pianificazione sostenibile. Queste sono le linee programmatiche .in sintesi, promosse dal PNRR. Nel ricordare che al Sindaco competono poteri di rappresentanza, sovrintendenza politico-amministrativa, nonché di vigilanza e controllo sulle attività della Giunta, delle strutture gestionali ed esecutive del Comune, sugli Enti, aziende e istituzioni dallo stesso dipendenti o controllati, e che la L.125/2008, stabilisce che “Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato provvedimenti anche contigibili ed urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”. Tuttavia è necessario però precisare che non sempre il Sindaco ha una competenza esclusiva su determinate attività, ovvero non sempre è posto nelle condizioni di effettuare autonomamente una scelta ed emanare altrettanto autonomamente atti consequenziale., atteso che il suo è un ruolo dinamico che spazia tra poteri esclusivi e poteri condivisi (cosiddetta collegialità), il documento strategico avrà la mission di promuovere e facilitare il miglioramento della qualità della vita e indicare la strada che si vuol intraprendere per un futuro certo. Tale posizione sarà necessaria e rappresenta una opportunità per realizzare interventi in partenariato pubblico privato, in linea con il PNRR e con il disegno di legge sui contratti pubblici che raccomanda «razionalizzazione, semplificazione ed estensione delle forme di partenariato pubblicoprivato». E’ stato stilato un elenco indicativo di possibilità per le PPP: la digitalizzazione, con il polo strategico nazionale, e le connessioni internet veloci; ll rinnovo del parco mezzi di trasporto su gomma e il rolling stock; la realizzazione di infrastrutture di trasporto urbano come tram, filovie e funivie; il teleriscaldamento; l’idrogeno; l’efficientamento energetico delle scuole, degli uffici pubblici e dell’edilizia convenzionata; L’efficientamento energetico dei porti (cold ironing); le residenze per studenti universitari; le infrastrutture di ricerca scientifica universitaria; la sanità, con case e ospedali della comunità, adeguamento sismico e attrezzature tecnologiche.

L’effettiva La realizzazione delle partnership dipenderà dalle norme secondarie degli interventi che dovranno delineare le modalità di attuazione degli stessi, tenendo sempre conto del vincolo normativo del 49% al settore pubblico, della durata dei progetti PNRR limitata al 2026 e dell’applicabilità del canone di disponibilità. I sette punti sopra indicati sono l’armatura strutturale della proposta strategica che si concentrano in : Costruire una leadership con competenze professionali e politiche innovative, riconsegnare la Città al Futuro, dare una immagine di Città Competitiva, Innovativa ecocompatibile. rendere efficiente la macchina amministrativa, ridurre i costi della p.a attivando sistemi virtuosi della spending revue, detassare gli investimenti produttivi; Per la realizzazione della proposta strategica si dovranno produrre progettualità di sistema in grado di governare i processi, e si dovranno intercettare e razionalizzare i fondi messi a disposizione dal PNRR ovvero i fondi: 4EUHEALT, Rigenerazione urbana, Istruzione e Ricerca, Rivoluzione verde e Transizione Ecologica, Inclusione e Coesione. A queste tipologie di fondi verranno affiancati i B.O.T (Build Operate Translate) atteso che Il Partenariato Pubblico Privato (PPP), previsto nella Parte IV (artt. 180-199) del Codice degli Appalti Pubblici (D.lgs 50/2016) e fino ad ora poco utilizzato dalle pubbliche amministrazioni, è destinato a diventare, nei prossimi mesi, uno strumento chiave per l’attuazione delle riforme del PNRR, soprattutto quelle “ad iniziativa privata”. La pubblica amministrazione avrà l’esigenza di attingere a capacità progettuali esterne per l’implementazione degli interventi del Piano, potranno infatti usufruire di questo strumento per regolamentare la realizzazione di nuovi interventi in partnership con soggetti privati.

Terenzio LOMARTIRE
architetto

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