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Giorgio Assennato: «Bimbi malformati, allarmismo infondato»

Liviano: «A Taranto media inferiore a quella europea»

Giorgio Assennato
Giorgio Assennato

Giorgio Assennato l’ha definita «ingegneria della drammatizzazione». Si citano i dati e si apre uno scenario drammatico senza contestualizzare quelle stesse cifre che generano un comprensibile choc nell’opinione pubblica. Il caso è quello esploso negli ultimi giorni sui bambini nati malformati a Taranto: 600 tra il 2002 e il 2015. Un numero lanciato e rilanciato da Peacelink e dal verde Angelo Bonelli. Dati tratti dallo Studio Sentieri. Assennato, ex direttore generale dell’Arpa, ha spiegato su fb come andrebbero letti quei numeri: «Nel periodo 2002-2015 ci sono state 25583 nascite da madri residenti nell’area con 600 malfornazioni congenite.

La prevalenza osservata confrontata con la prevalenza regionale è risultata superiore del 9%. Gli estensori, nella definizione dell’incertezza della stima campionaria, hanno utilizzato un intervallo di confidenza al 90% risultando un limite inferiore del rapporto Osservati/Attesi pari a 1.01 (eccesso dell’uno per cento). Se avessero usato l’intervallo di confidenza al 95% (come comunemente si fa in medicina) il limite inferiore dell’intervallo sarebbe stato pari al 5 per mille. Sarebbe stato interessante poter disporre del confronto con tutte le città pugliesi e con Bari per rendere più omogeneo il confronto di un’area urbana. È stato riscontrato un eccesso di malformazioni del sistema nervoso e degli arti. Un eccesso del 25% di malformazioni urinarie era di significatività borderline difficilmente interpretabile dato il basso numero di casi osservati. Non è noto se i casi osservati sono più frequenti nei quartieri vicini all’area industriale: la Valutazione non risulta essere stata effettuata. Quindi nessuna catastrofe ma certamente la necessità di ulteriori approfondimenti».

E ancora: «L’allarmismo e infondato ma il fenomeno deve essere approfondito. Non si può escludere un impatto anche se modesto dell’inquinamento industriale». Il consigliere regionale Gianni Liviano, che aveva minacciato di denunciare per procurato allarme chi aveva diffuso notizie allarmistiche cita dati che sembrano confermare l’assenza di allarme: «A Taranto sono nati 600 bambini deformi dal 2002 al 2015 su 25.853 bambini nati da madri residenti (percentuale 2.32%). In Europa la percentuale è 256 ogni 10.000 bambini nati (percentuale 2.56%) (fonte eurocat-network.eu). Quindi a Taranto nascono meno bambini deformi della media europea. Questo nulla toglie all’inquinamento che evidentemente è fortissimo in città – chiosa Liviano – ma non abbiamo bisogno né di sensazionalismo malato di protagonismo né di politici che inseguono solo il consenso e l’emotivita della piazza». Sul caso è intervenuto anche il ministro per la salute, Giulia Grillo: «Con questo governo i ministeri della Salute, dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e il ministro del Sud stanno lavorando insieme con l’obiettivo di fare chiarezza, aggiornando tutti i dati in nostro possesso e mettendoli, finalmente, a sistema. I cittadini di Taranto non devono più sentirsi soli o, peggio ancora, abbandonati». Il ministro ha chiarito che i dati epidemiologici del V Studio Sentieri si riferiscono al periodo 2006-2013. «I ministeri della Salute e dell’Ambiente – ha aggiunto il ministro – stanno lavorando per arrivare al 24 giugno con le modifiche al decreto sulla valutazione del danno ambientale alla salute con elementi di elevata valutazione predittiva. I due ministeri altresì stanno accelerando le procedure di bonifica. Con la Regione Puglia e l’Asl di Taranto sono stati sbloccati investimenti per acquisizione di tecnologia diagnostica e terapeutica delle patologie oncologiche».

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