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Nuovo ds del Taranto, tutto ancora da decidere

Il Taranto

Nel labirinto delle ricerche e delle decisioni. E’ trascorso un mese dall’epilogo del campionato regolare, caratterizzato dal conseguimento della salvezza aritmetica, ed il Taranto continua a trovare ostacoli e pause nelle trattative per l’ingaggio del nuovo direttore sportivo: quel vantaggio cronologico accumulato sulla tabella di marcia della riorganizzazione ai vertici societari, al cospetto di altre realtà del girone impegnate ancora sotto il profilo agonistico nella disputa del corollario degli spareggi, è stato praticamente vanificato.

Ed un’accelerazione è d’obbligo, poiché l’organico ionico a disposizione di Giuseppe Laterza, la cui permanenza sulla panchina rossoblu per il terzo anno consecutivo è confermata, necessita di approfondimenti dettagliati per reparti e per ruoli, di analisi della validità estesa di molti contratti (fra giovani di proprietà e senatori titolari), del vaglio dei documenti dei tesserati in scadenza a giugno, prima delle selezioni, delle proposte e dell’arruolamento di nuove pedine funzionali al progetto tattico, idonee per i criteri di sostenibilità delle casse del club (incentivo del minutaggio e didattica dei talenti emergenti), propense alla competitività del prossimo torneo. Dopo la tempestiva interruzione del rapporto di lavoro con Francesco Montervino, demiurgo della squadra che ha centrato entrambi gli obiettivi prioritari (promozione dal dilettantismo e conservazione della successiva categoria professionistica) in altrettanti campionati consecutivi, dopo l’ostinazione mediatica sulla figura di Piergiuseppe Sapio, responsabile del settore giovanile rossoblu designato da più parti per una promozione ai piani alti del club proprio nel ruolo di direttore sportivo, previa acquisizione del patentino in questione nelle sedi di Coverciano (una sorta di “soluzione interna” che non ha mai convinto), gli stati generali del Taranto non hanno mai trascurato ogni tipo di indagine, inserendo nel carnet delle candidature parecchi nomi importanti di specialisti in materia.

Operazioni non supportate dalla buona sorte: solo dieci giorni fa, il presidente Massimo Giove era stato ammaliato dalla competenza e dalla sicurezza di Maurizio Pellegrino, già dimissionario dalla mansione di amministratore dell’area sportiva del Catania, società fallita e costretta alla rifondazione in serie D. Eppure il dirigente di origini siracusane non ha ancora sciolto le riserve sull’accettare o meno l’offerta del Taranto (si allude ad un accordo su base triennale): la sua propensione alla meditazione ed al temporeggiamento è stata stimolata dall’inserimento del Siena, compagine militante nel girone B della serie C, intenzionata ad un repulisti agonistico e gestionale (non resteranno sia l’allenatore Padalino che il supervisore tecnico Cannella). La risposta di Pellegrino era stata ipotizzata dalla dirigenza ionica già nel fine settimana scorso, ma l’attesa è stata procrastinata, complice un allenamento congiunto del Siena al quale l’ex etneo ha assistito, accomodandosi sugli spalti dello stadio Franchi accanto all’amico Marco Trabucchi, attuale direttore generale del club bianconero, col quale sono stati inevitabili le chiacchierate su bozze di programmi da condividere.

Nonostante i contatti con lo stesso Pellegrino non siano sfumati, in relazione anche a quel suo interesse manifestato nel visitare gli impianti di gioco afferenti alla Prima Squadra ed al campo di Faggiano e nel dialogare in modo esplorativo con mister Laterza, la dirigenza rossoblu si sta cautelando, affidandosi alle alternative di prestigio incastonate nel novero, con le quali si erano verificati precedenti approcci. Alfio Pelliccioni, responsabile del settore sportivo del Catanzaro concentrato sull’imminente doppia semifinale play off di serie C contro il Padova, non dovrebbe proseguire la sua esperienza in terra calabrese: l’accostamento al Taranto è stato flebile, poiché da ieri il nome del veterano nativo di San Marino è stato abbinato al Monopoli. Curiosità: per lui sarebbe un ritorno alla corte del “gabbiano” biancoverde dopo la stagione 2017-18 e supererebbe la concorrenza del collega Francesco Montervino. Le quotazioni in ascesa sono decisamente quelle di Nicola Dionisio, altro interprete qualificato nell’area dell’allestimento degli organici: il suo contributo saggio e repentino è stato essenziale per la rinascita del Brindisi in fase di svolgimento del campionato dilettantistico.

Le ultime indiscrezioni raccontano di un’intesa raggiunta fra il direttore sportivo d’origini irpine ed il presidente Giove, ma la prudenza e la pazienza sono peculiarità da non smarrire alla luce delle recenti vicissitudini: il torneo regolare di LND è terminato domenica scorsa con la prodigiosa salvezza della formazione adriatica allenata da Nello Di Costanzo ed il suo futuro è tutto da riscrivere. Dionisio è avvalorato da un curriculum di spessore, distribuito in piazze passionali ed esigenti come Avellino, Benevento, Sorrento, Cavese, Potenza: la prospettiva di un ripristino operativo in Lega Pro lo intrigherebbe e molti dubbi potrebbero essere dipanati dall’incontro che il dirigente avrà con il maggior azionista del Brindisi, Nicola Arigliano. Nella giornata odierna potrebbero emergere interessanti novità. Aspirante all’incarico prediletto dall’ambiente ionico è sempre Danilo Pagni, freelance di lusso e dalla carriera altisonante: i suoi colloqui con il consulente Vittorio Galigani restano costanti, ma il presidente Giove non abbandona la sua personale reticenza, forse scaturita dall’accordo sfumato due estati fa per motivi burocratici.