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Benny: «Così ho imparato a crescere»

La diciassettenne Pilato dopo l’oro mondiale: «Ho reagito ai risultati negativi». Il percorso con le Fiamme Oro
Medaglia d'oro ai Mondiali per Benedetta Pilato

«Era la mia prima finale mondiale nei 100 rana e già ero contenta di averla raggiunta. Aver vinto è davvero sorprendente. Prima della gara piangevo di gioia per Ceccon che mi ha fatto rivivere le sensazioni provate quando ho stabilito il record mondiale e adesso eccomi qua con l’oro al collo. Sono stracontenta e soddisfatta del mio lavoro e del mio percorso». Così la nuotatrice tarantina Benedetta Pilato racconta la bellissima, storica medaglia d’oro conquistata ai campionati del mondo di Budapest nella specialità dei 100 metri Rana.

Un trionfo per certi versi inaspettato, quello di lunedì sera, visto che Pilato – che, ricordiamolo, ha solo 17 anni – “nasce” come specialista dei 50 metri. «Dall’argento di Gwangju sono cambiate moltissime cose» ha raccontato. «Sono tre anni che sembrano molti di più perché le aspettative sono sempre più impegnative. Ho avuto anche un po’ di problemi fisici che mi hanno condizionato, ho imparato a reagire positivamente ai risultati negativi. Sto crescendo anche se resto sempre la più piccola della squadra, quindi me la godo. Siamo una nazionale fortissima. Dopo la finale di Ceccon ho pianto per lui ma mi sono anche caricata. Siamo uniti, vinciamo, sembra venire tutto facile». Benedetta ha dimostrato di essere diventata un’atleta completa, ipercompetitiva anche nella distanza olimpica che finora le aveva riservato più delusioni che gioie come la squalifica in batteria ai Giochi di Tokyo. La 17enne tarantina vince in 1’05”93 (in semifinale 1’05”88) precedendo di cinque centesimi la tedesca Anna Elendt, autrice del miglior tempo delle semifinali in 1’05”62. Ma si sa, la finale è un’altra gara. Ci vuole coraggio, temperamento e sfrontatezza, quella che non manca alla vicecampionessa mondiale dei 50 a Gwangju, allenata da Vito D’Onghia per il CC Aniene, e dal 16 giugno entrata nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, che ha vinto qui anche il titolo europeo nella primavera del 2021 stabilendo il record mondiale.

La nuotatrice tarantina, nei prossimi giorni sarà impegnata a frequentare il corso Allievi Agenti della Polizia di Stato alla scuola di Moena. Il Questore di Taranto Massimo Gambino ha incontrato la giovane promessa per darle il benvenuto nella “famiglia” della Polizia di Stato ed augurarle un radioso futuro anche quando indosserà la divisa da poliziotta. «In attesa di poterla chiamare “collega”, le facciamo le congratulazioni per l’ultima grande vittoria e le auguriamo: “Facci sognare ancora Benny!”» si legge in un post facebook della Questura di Taranto. Il primo a complimentarsi con Benedetta Pilato è stato il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci: «La comunità ionica manda un grandissimo abbraccio al suo gioiello, Benedetta Pilato. È veramente un momento particolare per la storia di Taranto, lei è l’emblema della trasformazione che la nostra comunità, a partire dai più giovani e a partire dallo sport, sta compiendo. E il nostro impegno lo rinnoviamo con lei, con tutti i giovani della sua generazione per l’impiantistica sportiva della città che si sta rinnovando in vista dei Giochi del Mediterraneo. Forza Benny, auguri e complimenti!» Tornando alla gara, fuori dal podio in 1’06”07 Lilly King (la campionessa mondiale dal 2017 di 50 e 100, campionessa olimpica del 2016 e bronzo a Tokyo, nonché primatista mondiale), che resta a cinque centesimi dell’ex enfant prodige Ruta Meilutyte, la lituana che 10 anni fa, a 15 anni, vinceva olimpiadi, mondiali ed europei a suon di record per poi sparire.

L’Italia non aveva mai avuto una campione del mondo minorenne. La più giovane iridata del nuoto era Novella Calligaris che il 9 settembre 1973 vinceva gli 800 col record del mondo di 8’52”97 a 19 anni ancora da compiere. Benedetta Pilato era già diventata l’atleta italiana più giovane a conquistare una medaglia iridata con l’argento nei 50 rana a Gwangju 2019 a 14 anni: nell’occasione aveva anche superato il record di precocità sul podio della distanza che deteneva la lituana Ruta Meilutyte nel 2013 quando aveva 16 anni. Il 22 maggio 2021 la baby boom della rana italiana è anche diventata a 16 anni la più giovane primatista mondiale della storia italiana col tempo di 29”30. Prima di Benny, ad imporsi sul palcoscenico iridato di Budapest era stato un altro fenomeno del nuoto mondiale: Thomas Ceccon è leader dei 100 dorso in 51”60 (25”14 e 26”46). Crono che spazza via il record di 51”85 detronizzando lo statunitense Ryan Murphy, che ha conquistato l’oro alle olimpiadi di Rio nel 2016 e il bronzo a Tokyo ma non ha mai vinto la gara iridata.