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Anche Saraniti lascia il Taranto

Verso la nuova stagione
I tifosi del Taranto

La partita amichevole disputata domenica scorsa contro la Puteolana ha evidenziato le note interessanti dell’eclettismo e dell’organizzazione, soprattutto di una più che apprezzabile tenuta atletica nonostante i carichi di lavoro quotidiani: la propulsione sulle fasce, qualificata attraverso le volenterose sovrapposizioni fra i cursori stessi (dai veterani Ferrara e De Maria, ai neofiti Evangelisti, Brandi, Guida, D’Egidio), quindi la ricerca della densità in area di rigore avversaria, appannaggio anche della convergenza e dell’inserimento di giovani talentuosi come La Monica, Panattoni, Badje e Petito (in prova, seppur con prospettive diverse), si sono però infrante su una sterilità offensiva che può essere corretta dal contributo di quella punta di spessore in merito alla quale mister Di Costanzo ha catechizzato sin dal suo avvento in riva allo Ionio.

L’applicazione sul campo di un 4-4-2 tradizionale solo in apparenza, versatile nello sviluppo del 4-2-3-1, rimanda alle sembianze illustrate: “Prediligo attaccanti che siano mobili, magari uno fisico e con elevazione, un altro che possa aggredire gli spazi oppure cercare l’assist sulla trequarti, il tiro da fuori, il superamento dell’avversario- aveva dichiarato il neo stratega rossoblu durante la conferenza stampa d’esordio- L’aspirazione è trovare elementi che sappiano giocare senza palla, che facciano acquistare profondità alla squadra”.

L’esponente convocato regolarmente per il periodo di preparazione e mai presentatosi nel quartier generale campano è Andrea Saraniti, il quale si è separato ufficialmente dal Taranto: nel pomeriggio di ieri, infatti, l’attaccante ha firmato la rescissione del contratto biennale stipulato l’estate scorsa, dopo essere stato autore di dieci reti in 31 partite disputate nel recente campionato di serie C con la casacca ionica. Il centravanti siciliano ha accettato la proposta del Casarano, sodalizio desideroso di rinascita sui palcoscenici del dilettantismo: una sorta di diaspora verso la realtà salentina in cui opera Francesco Montervino, ex direttore sportivo rossoblu sollevato dall’incarico al termine della stagione regolare, il quale ha ingaggiato uomini della sua scuderia come Marsili, ex capitano del Taranto. Una decisione che emula le analoghe scelte effettuate da colleghi come Giovinco, anche permeate da una sorta di atteggiamento enigmatico nei confronti della società (richiesta di ritocchi onerosi sulle cifre dell’accordo, in un momento storico delicato per il calcio) e dei nuovi responsabili dello staff tecnico (i colloqui positivi con Di Costanzo).

Epurata la batteria d’attacco esistente, urge investire nei profili funzionali al nuovo progetto tattico: si è attenuata la pista che conduce ad Andrea Cocco, punta centrale classe ’86 reduce dalla stagione nel Seregno, in serie C (undici gol), cresciuto nel vivaio del Cagliari e protagonista nei campionati 2009/10 con la maglia dell’Alghero (15 reti) e 2014/15 in forza al Vicenza (20 marcature). Più insistente è invece la candidatura di Michele Vano, attaccante classe ’91 di proprietà del Perugia: lo scorso anno ha militato nelle fila della Pistoiese, suggellando 11 gol in 35 partite. Il sodalizio del Grifone potrebbe sbloccare i negoziati per una cessione al termine della settimana, simbolicamente dopo l’impegno di Coppa Italia contro il Cagliari in programma venerdì: Vano, che non sarà protagonista della suddetta sfida, secondo fonti umbre, risulta anche nel mirino del Feralpisalò. Per quel che concerne gli innesti nella zona nevralgica del campo, i vertici dirigenziali del Taranto sono stati convinti dall’estro e dalla sostanza di Carlos Jatobà, mediano brasiliano in prova, il cui cartellino appartiene allo Sporting Lisbona: il patto dovrebbe essere suggellato nel corso della settimana. Nell’attesa di eventuali notizie circa l’interesse per Minala, Provenzano deve smaltire una leggera distorsione alla caviglia che non gli ha permesso di partecipare al test contro la Puteolana, mentre Diaby si sta sottoponendo ai rituali controlli ortopedici successivi al grave infortunio al ginocchio che ne ha compromesso l’intera annata sportiva.