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Taranto, epilogo del ritiro estivo a Sturno: 3-0 contro l’Afragolese

Doppietta di Panattoni e gol di Badje. Da lunedì 8 agosto la squadra si allenerà allo Iacovone
I tifosi del Taranto

Corre, si organizza e sa reinventarsi. L’epilogo del periodo di preparazione estiva svolta nella località irpina di Sturno consegna un Taranto giovane, intraprendente aldilà dei suoi stessi limiti strutturali, devoto alla sperimentazione ed incline all’abnegazione tattica ed atletica. La genesi della creatura affidata a Nello Di Costanzo e Nicola Dionisio è tenera e tenace al tempo stesso, sicuramente meritevole di essere perfezionata, cesellata dagli innesti di esperienza nell’organico, così come assicurato dai vertici dirigenziali.

Custodisce ampi margini di miglioramento, un processo che deve essere accelerato, propedeutico ad un’inaugurazione proficua dell’imminente stagione agonistica: in occasione del test congiunto con l’Afragolese, ultimo impegno in agenda per la fase di ritiro pre-campionato disputato ieri pomeriggio presso l’impianto “Il Castagneto”, il Taranto si concede all’eclettismo, indispensabile per studi e riflessioni dei primigeni sincronismi da abbinare alle peculiarità individuali dei giocatori, secondo la filosofia tutt’altro che integralista del suo allenatore. Di Costanzo disegna infatti un 3-5-2 dopo le reiterate prove di un modulo 4-4-2 non propriamente tradizionale, sviluppato sempre sul dinamismo ed il dialogo costruttivo sulle fasce, caratteristica del 4-2-3-1: il risultato è intrigante, la collaborazione fra i reparti è volenterosa ed insiste sulla ricerca della sinergia fra pragmatismo ed inventiva, l’equilibrio fra le due fasi di possesso e non possesso palla emerge attraverso trame da tessere sui binari, fra progressioni, avanzamenti e coperture, l’esuberanza alla finalizzazione è da domare tramite una maggiore lucidità, nonostante il trittico di gol realizzati.

Emblema di vittoria contro la formazione di Afragola diretta da Cioffi, la quale si appresta ad affrontare il torneo di serie D e può vantare nelle sue fila elementi di spessore come Longo e l’eterno Castaldo, appena ingaggiato: nella prima frazione di gioco, mister Di Costanzo sistema Russo fra i pali, protetto da una linea difensiva a tre composta da Manetta, Antonini e Granata; larghi sui lati e liberi di sovrapporsi, suggerire sino alla linea di fondo ed arretrare sono Mastromonaco a destra e Ferrara a sinistra, mentre Jatobà (prossimo alla firma), Labriola e Mazza rimpinguano la zona nevralgica. In attacco si destreggia la coppia formata da Guida e La Monica, col primo avvezzo a spaziare sulla trequarti, ad ispirare il secondo, terminale offensivo più puro. La prestazione del capitano Antonio Ferrara è icona di applicazione e concentrazione, sudore e versatilità: ragiona nelle sovrapposizioni, si fionda in discesa ed offre assistenza sino alla linea di fondo, senza dimenticare la simmetria delle interpretazioni tattiche del suo ruolo. Due gli esempi lampanti registrati nel corso di un primo tempo conclusosi a reti inviolate: al 34’, quando l’esterno mancino confeziona un suggerimento per Jatobà, il quale si gira bene dal limite col sinistro ma la sua esecuzione è intercettata; al 45’, Ferrara in versione assistman a beneficio dell’accorrente Guida, che non si districa adeguatamente e spegne il suo tiro sul fondo.

Dal canto suo, l’Afragolese contrasta nel duello con Da Dalt, raddoppia in marcatura per arginare la concretezza degli attaccanti rossoblu, tenta sui calci piazzati con Elefante ed Arcari. Gli avvicendamenti caratterizzano la seconda porzione della gara, comunque incastonati in un sistema tattico invariato: Martorel, Loliva ed il baby Caputo si distribuiscono il turn-over in porta; De Maria è ubicato provvisoriamente sulla corsia destra in sostituzione di Mastromonaco, mentre i piccoli Badje e Panattoni subentrano al posto, rispettivamente, di Jatobà e La Monica, con Guida che arretra sull’asse di centrocampo. Il Taranto perviene al vantaggio al 50’, con Panattoni che s’impossessa di una sfera vagante in area e conclude col sinistro sotto la trasversale. Al 60’ Labriola si esibisce in un rasoterra direttamente da calcio di punizione effettuato sul versante mancino, ma l’intuizione è bloccata. Dopo essere stato costretto ad abdicare dal precedente test contro la Puteolana a causa di una fastidiosa distorsione alla caviglia, Provenzano ritrova il suo habitat in regia e dona il cambio a Labriola, mentre Brandi è rodato in luogo di Antonini in difesa. Il break dell’Afragolese è appannaggio di Romeo, il quale tenta la conclusione col destro sull’esterno della rete, davanti a Martorel (62’). Di Costanzo inserisce al 66’ tre elementi, ovvero D’Egidio come interno destro di centrocampo al posto di Guida, Evangelisti per Ferrara (con De Maria dirottato sulla  fascia mancina di pertinenza) e Crisci per Mazza, nella parte sinistra della mediana. La formazione ionica verticalizza con ritmo, nonostante i carichi di lavoro accumulati durante le doppie sedute di allenamento quotidiano: al 70’ Manetta parte in cross dalla destra per la testa di Panattoni, il quale stacca centralmente, con il pallone frenato in presa aerea dall’estremo difensore antagonista Caputo.

Il raddoppio del Taranto è firmato da Badje, praticamente a porta sguarnita: al 72’ infatti, il giovane talento gambiano (il tesseramento è congelato a causa dei cavilli burocratici del suo status di extracomunitario) approfitta di un’ingenuità di Caputo, gli ruba la palla dai piedi e l’accompagna dentro col destro. Due minuti più tardi, Di Costanzo regala due esordi dalle storie diverse: quelli di Infantino, attaccante over fresco di firma appena prelevato dalla Carrarese, e di Tomassini, terzino destro under di scuola Roma, reintegrato dopo una prima estromissione dal progetto e dopo una stagione di scarso utilizzo nei piani di Laterza. Rifiatano Badje e Manetta. L’Afragolese timbra la traversa all’86’ con Esposito, dopo un’azione fallosa su Brandi. Ma è il Taranto a chiudere i conti al novantesimo: Matteo Panattoni realizza la sua personale doppietta per il 3-0 definitivo, grazie ad una pregevole esecuzione al volo col destro, in posizione defilata presso il vertice dell’area. “Nelle partite precedenti, abbiamo impiegato i quattro difensori, oggi abbiamo disposto la retroguardia a tre: dobbiamo avere dimestichezza con vari sistemi di gioco- ha commentato a caldo Nello Di Costanzo- A me non piace parlare di numeri, l’importante è che i giocatori sappiano cosa fare. Poi ci sono degli errori: oggi il campo era imperfetto dopo tanti allenamenti, si poteva sbagliare lo stop, il passaggio, però certi sviluppi, certe trame di gioco per andare alla conclusione ci sono state e quindi sono contento”. Il cosiddetto “rompete le righe” è previsto in data odierna e la squadra si dedicherà ad una breve pausa prima di proseguire la preparazione in riva allo Ionio: gli uomini di mister Di Costanzo si ritroveranno lunedì 8 agosto fra le mura amiche dello stadio Iacovone. Si attende l’ufficialità circa la prossima gara amichevole, che vedrà confrontarsi Taranto e Molfetta sabato 13 agosto.