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Il derby con l’Andria e il ritorno rossoblù di Capuano allo Iacovone

Domani l'attesa sfida
Eziolino Capuano

Una vittoria firmata da Riganò e Minauda, con gli ospiti del Castel di Sangro che dimezzarono lo svantaggio nel recupero. Era settembre, anche in quell’occasione. Il giorno 16. Anno 2001. Quel giorno Eziolino Capuano non poteva immaginare che per tornare allo stadio Iacovone da allenatore del Taranto avrebbe dovuto aspettare ventun’anni. Una vita. Dopo quel successo sarebbe arrivata una sconfitta, a Chieti. E un esonero, per certi versi clamoroso: alla quarta giornata il Taranto neopromosso aveva sei punti, frutto delle vittorie maturare in casa – con Vis Pesaro e appunto Castel di Sangro – e le sconfitte in trasferta, Lanciano e come detto Chieti.

Non pochi, ma non abbastanza evidentemente per Ermanno Pieroni, socio di maggioranza dell’allora Taranto Calcio che mandò via Capuano per ingaggiare Gianni Simonelli. Il resto, come si dice, è storia; un’altra storia. Un grande campionato, i playoff, la finale con il Catania, lo 0-0, le B sul campo erboso dello stadio tarantino che finirono per fare da cornice alla festa dei siciliani. Quindi, il buio. Davvero è passata una vita, o forse di più, da quel 16 settembre 2001 con mister Capuano sulla panchina del Taranto. E’ cambiato il calcio, è cambiato il mondo – ma lui resta lo stesso, coerente, sempre “in direzione ostinata e contraria” per indole, temperamento, e magari pure un po’ per guasconeria.

Il tecnico «giovane, affamato, ambizioso», come lo definì Pieroni quando lo presentò ai tifosi rossoblù, era un giovane uomo; ora quello che ritrova il suo posto in questa città strana che, quando ama, non dimentica, è un uomo maturo di 57 anni. Veniva dalla Puteolana, Eziolino, una stagione spettacolare: da ultimi in C2 alla soglia della C1. Dopo le quattro partite con il Taranto una carriera caratterizzata anche da piazze importanti (Messina, Caserta, Foggia, Castellammare, Modena, Potenza, San Benedetto del Tronto, Avellino) e da una breve parentesi all’estero, in Belgio, all’Eupen. Dicono che sia diventato un personaggio, ma questo non deve sminuire il valore di un tecnico sicuramente preparato. Mercoledì, a dieci minuti dalla fine, il suo “nuovo” Taranto dopo essere andato in vantaggio stava pareggiando una partita difficile su un campo complicato come è quello di Torre del Greco, con la Turris. Poi, è finita 2-1. Per Capuano è arrivato anche un turno di squalifica per una “frase irriguardosa”, definizione del giudice sportivo, nei confronti dell’arbitro Petrella di Viterbo a cui si è avvicinato entrando in campo. Espulso. «Sono solo andato dall’arbitro a chiedere delle spiegazioni, in maniera corretta, visto che nell’azione del secondo gol della Turris c’erano tre falli a centrocampo e questi sono episodi che in una partita incidono» le sue parole nel post gara.

La prima in casa quindi sarà atipica per Ca puano, che non potrà andare in panchina ma di certo troverà il modo per farsi sentire dai suoi ragazzi in una partita non facile. Domenica allo Iacovone va in scena con calcio d’inizio alle 17.30 il derby con la Fidelis Andria. Avversario non insormontabile, ma in casa rossoblù il momento non è dei migliori, per usare un eufemismo. Il Taranto è ultimo, zero punti alla quarta giornata. I tifosi della Curva Nord hanno annunciato una protesta pacifica per manifestare il loro dissenso nei confronti della società che intanto ha ufficializzato l’arrivo di un nuovo giocatore, Gianmarco Vannucchi, 27 anni, destinato ad essere il portiere titolare. Nei giorni scorsi anche l’Aps Taras aveva espresso «profonda preoccupazione e angoscia per le sorti del nostro Taranto». Toccherà a Capuano e a Luca Evangelisti, anche lui di rientro a Taranto nel ruolo di direttore sportivo, invertire la rotta di una nave che affronta un mare in tempesta. Prima della partita con la Turris, il mister ha sottolineato di «aver scelto Taranto senza guardare l’organico: ho l’obbligo di ottimizzare il materiale a disposizione, concentrandomi solo sul campo. I miei giocatori sono “i migliori del mondo”, ed io dovrò essere bravo a cercare di estrarre da ciascuno di loro il massimo sotto i profili tecnico, tattico e caratteriale. Non intendo ottemperare alle disfunzioni tattiche a livello di tenuta di campo in fase di non possesso palla: proseguirò col modulo 3-5-2, argomento della mia tesi di laurea a Coverciano, un sistema di gioco che ha rappresentato il mio cavallo di battaglia». La trasferta campana ha fatto solo da prologo al nuovo libro che Capuano vuole scrivere a Taranto, il primo capitolo lo leggeremo domenica.