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Giochi del Mediterraneo 2026, così il Lecce rifà il look al Via del Mare

L’annuncio del presidente del club giallorosso, Sticchi Damiani
Saverio Sticchi Damiani, presidente dell’Unione Sportiva Lecce

Non solo l’ambizioso progetto per il “nuovo” stadio Erasmo Iacovone e la New Arena di Brindisi. I Giochi del Mediterraneo 2026 permetteranno anche a Lecce ed alla formazione calcistica salentina di avere un impianto ampiamente rinnovato. Ad annunciarlo il presidente del club giallorosso, Saverio Sticci Damiani, nel corso di una conferenza stampa.

«Rispetto ai Giochi del Mediterraneo per tutte le strutture che ospiteranno la manifestazione sono stati stanziati 150 milioni di euro, la Regione attribuirà le risorse ai Comuni. La somma riconosciuta per gli interventi sullo stadio (di Lecce, ndr) è di 13 milioni, che potrebbe permetterci una ristrutturazione importate. Lavori che verranno effettuati di concerto con il Comune di Lecce con cui c’è un costante contatto» le parole del presidente dell’Unione Sportiva Lecce. Che ha aggiunto: «Sul tavolo ci sono due ipotesi, la prima potrebbe portare alla ristrutturazione del Via del Mare, la seconda però potrebbe portare al partenariato pubblico privato, che si sono già manifestati che potrebbero portare ad un investimento di circa 25 milioni di euro, e questo apre scenari ancora più interessanti. Entro la fine dell’anno inizieranno i lavori per la realizzazione del centro sportivo del Lecce, la società si sta espandendo e la società ha bisogno di un centro sportivo di proprietà, la nostra idea è quella di avere una casa di proprietà, presto presenteremo un progetto concreto, non un render che rimane fantasia. In questi giorni abbiamo fatto dei lavori importanti all’interno degli spogliatoi dello stadio».

Martedì 15 novembre a Taranto è stato invece, come è noto, presentato il progetto del nuovo Iacovone nel corso del seminario dedicato al Partenariato pubblicoprivato per la realizzazione degli impianti sportivi, afferente alle iniziative incluse nelle dinamiche del Project Financing. Il Comune di Taranto ha vidimato il protocollo per la ristrutturazione ex novo del suddetto impianto, considerato ormai obsoleto dai promotori dell’iniziativa stessa, ovvero Roberto Busso ed Antonio Ferrara, amministratori delegati rispettivamente di Gabetti Property Solution e di Esperia Investor. L’incontro si è svolto presso la sala del Circolo Ufficiali della Marina Militare ionica ed ha coinvolto gli stati generali dei prossimi Giochi del Mediterraneo, nei quali emergeva il contributo di Giovanni Malagò, presidente del Coni che ha offerto il messaggio da parte di Andrea Abodi, neo Ministro dello Sport, ma spiccavano anche le figure istituzionali del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, oltre ad interlocutori del calibro di Geraint John, direttore dello Sports Council, architetto inglese specializzato in impianti europei. «Il nostro disegno di rigenerazione urbana attraverso la riqualificazione dell’impianto sportivo dello stadio “Erasmo Iacovone” è stato approvato dopo il colloquio nella serata di lunedì ed è stato depositato nell’ambito del Project Financing: il dado è tratto – ha annunciato Roberto Busso, dirigente della Gabetti – Un passo concreto dopo la proposta offerta a maggio: occorrerà osservare il percorso normativo, dalla valutazione da parte dell’amministrazione comunale entro 60 giorni (anche nei presupposti della pubblica utilità), alla convocazione della conferenza dei servizi, sino alla promozione del partenariato pubblico e privato».

Il progetto dello Stadio Iacovone di Taranto è stato illustrato da Roberto Busso per Gabetti e Antonio Ferrara per Esperia Investor. Progettato dallo Studio Gau Arena (lo stesso dell’Allianz Stadium della Juventus) prevede attività per tutto l’anno, non solo sportive. Copre l’area dell’attuale stadio ma anche aree adiacenti, con 3 aree parcheggi, spazi commerciali, centro congressi, centro di medicina sportiva, aree uffici e coworking e un hotel alto 80 metri con piscina scoperta, bar panoramico e servizi vari, firmato dall’architetto Marco Piva. Lo Stadio – concepito secondo gli standard internazionali Uefa 4 – ha 16.500 posti a sedere su unico anello, con in Tribuna Ovest servizi hospitality, palchi, area stampa e broadcast. Previsto anche un ristorante interno, nell’ottica della fruizione dedicata anche alle famiglie.