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Il Taranto ospita la vicecapolista

Mercoledì alle 18 il match con il Crotone. Una sfida proibitiva dopo il pesantissimo ko di Avellino
Il Taranto

Non esiste tregua per il Taranto e, dopo aver incassato un altro passivo ampio e severo dall’Avellino, nello scontro diretto andato in scena allo stadio “Partenio” domenica scorsa, il duello con il Crotone vicecapolista del girone appare affascinante quanto proibitivo, evocatore di sfide ambiziose del passato per il salto di categoria quanto ostico.

Un appuntamento imminente, poiché coincide col turno infrasettimanale ordinato dal calendario: dopo la sequenza infelice delle trasferte sviluppatesi sull’asse Francavilla Fontana-Avellino, i rossoblu allenati da Ezio Capuano si esibiranno contro la compagine calabrese guidata dall’esperto Franco Lerda (il quale si accomoderà in panchina dopo aver scontato i tre turni di squalifica) domani, sotto i riflettori accesi dello stadio “Iacovone” dalle ore 18.00. A dirigere Taranto-Crotone, gara valida per la 16ma giornata di serie C, è stato designato l’arbitro Stefano Nicolini della sezione di Brescia, il quale sarà coadiuvato dagli assistenti Costin Del Santo Spataru (Siena) ed Andrea Cravotta (Città di Castello); per la mansione di quarto ufficiale è stato selezionato Giorgio Vergaro dell’area di Bari.

Già inaugurata la prevendita: i tagliandi, distribuiti per settori ed aumentati dei consueti diritti, sono acquistabili nei punti afferenti al circuito Vivaticket, oppure online sul relativo sito ufficiale. Questo il listino: Curva 9 euro, Gradinata 14, Tribuna Laterale 22, Tribuna Centrale 35; per quel che concerne le riduzioni dedicate a precise categorie, in Curva ed in Gradinata le donne, gli over 65, i ragazzi dagli 8 ai 16 anni pagheranno 5 euro, mentre i bambini di anagrafe inferiore agli 8 anni solo 2 euro; in Tribuna Laterale, i biglietti per le donne e gli over 65 costeranno 12 euro, per i ragazzi da 8 a 16 anni 10, per gli under 8 anni 5 euro. Nel settore di Tribuna Centrale, le donne, gli adulti oltre 65 anni ed i ragazzi di fascia anagrafica compresa fra 8 e 16 anni pagheranno 25 euro, mentre i bambini con meno di 8 anni 15euro.

Le peregrinazioni infruttuose identificano il Taranto come il prototipo della squadra obbligata a creare il suo percorso verso l’obiettivo della salvezza essenzialmente fra le mura amiche: rispetto alla performance contro gli imperiali della Virtus Franca villa, affrontati in emergenza, con alchimie nel reparto nevralgico e con un’organizzazione strategica più fluida almeno nel primo parziale, gli ionici sono stati fagocitati da una strana inerzia, quasi da uno stato di panico al cospetto dei lupi biancoverdi irpini, decisi a risollevare le loro inaspettate sorti precarie dopo un mese avaro di vittorie. Una quaterna di gol che pende come la spada di Damocle sulle tiepide certezze di un Taranto da correggere e rimodellare urgentemente nella prossima sessione invernale di mercato: occorrerà individuare e selezionare pedine funzionali alla causa, sia tattica che attitudinale, soprattutto non più etichettate come “scommesse”, ma dotate di dimestichezza nella tipologia del campionato di serie C.

Al termine della deludente prestazione in terra campana, bocche cucite da parte dei tesserati ma animi tesi ed imprecazioni nella segretezza dello spogliatoio: secondo le indiscrezioni, mister Capuano è esploso nella sua ira, sicuramente indispettito dall’atteggiamento arrendevole e remissivo di un gruppo in cui continua a confidare e del quale, solo alla vigilia del match, aveva lodato l’applicazione, l’equilibrio, la capacità di accorciare fra i reparti, la crescita nella tenuta del campo e l’aumento della condizione organico-muscolare. Sempre conscio dei limiti strutturali e caratteriali: “Non si può allenare la cattiveria agonistica”, era stata la sua allusione alla precarietà di istinto e malizia in determinate circostanze, per esempio quando la sfera danza sulla linea di porta e diventa preda sistematicamente dell’avversario, o l’attaccante antagonista cerca ed ottiene un contatto fatale per un calcio piazzato. Il trainer rossoblu è stato tradito dalla teoria e dalle letture non trasformate in dati empirici sul campo avellinese, su una disciplina monotona che rischia di tramutarsi in prevedibilità: il Taranto commette errori, consta di lacune nella sua genesi, latita numericamente nelle coppie di ruolo naturali, ma è altrettanto integralista nel suo schema, col dogma del 3-5-2 che si vivacizza appena nella trazione anteriore adottata in corso d’opera ed in circostanze di necessità. Eppure Guida, titolare contro gli uomini di Rastelli, vive una flessione fisiologica che ne compromette le ispirazioni, mentre la batteria offensiva si depaupera, fra il talento ancora in boccio di La Monica, l’incostanza di Tommasini e l’evanescenza di Infantino, ovvero gli interpreti che avrebbero dovuto garantire qualche sigillo in più.

Il centrocampo aveva recuperato gli squalificati Labriola e Ferrara, il primo sistemato in cabina di regia, il secondo sulla fascia sinistra, come ha beneficiato di Antonio Romano rientrato dopo l’infortunio: una meteora, poiché si prospetta una sanzione disciplinare sostanziosa, complice l’ammonizione per il fallo su Russo alla mezz’ora circa sommata all’espulsione diretta incassata per proteste dalla panchina. Cartellino rosso sventolato anche sul volto di Ezio Capuano, accomunato al suo giocatore dalla contestazione all’indirizzo dell’arbitro Sfira.