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Taranto, al via l’era Ragno: ora vinceremo

Le grandi ambizioni della compagine rossoblù

Taranto, al via l’era Ragno
Taranto, al via l’era Ragno

Una conferenza stampa per dire che il Taranto punta in alto. Senza mezzi termini, alla vittoria del campio­nato, ed alla promozione. Il senso profondo di quanto visto ieri sera, martedì 2 luglio, è stato questo, oltre alle parole dei protagonisti.

Taranto, al via l’era Ragno
Taranto, al via l’era Ragno

Tra i quali a spiccare è stato, e non poteva essere altrimenti, il nuovo allenatore rossoblù, Nicola Ragno. Un nome importante, per queste catego­rie, che ieri non ha nascosto, con sincerità, un po’ di emozione. «È una grandissima respon­sabilità, una sfida che mi piace. Dire che sono felice è il minimo». Un vincen­te, lo definisce oggi il sito internet della sua nuova squadra, ricordandone i 10 campionati vinti tra Eccellenza e serie D in venti anni di panchina. Nel 2000 la sua prima promo­zione in D ad Ostuni, ripetendosi per due anni di fila tra il 2002 e 2003 tra Noicattaro e Bitonto. Poi nel 2005 Mo­nopoli, e nel 2012 a Bisceglie, nel 2015 ad Andria a cui seguiranno l’ultimo campionato di Eccellenza pugliese ottenuto a Nardò, il primo in serie D a Bisceglie e poi quello di Potenza.

«L’unico obiettivo è vincere, senza illudere nessuno. Il lavoro è alla base di tutto; il lavoro è il mio sponsor. Io mi metto a disposizio

Taranto, al via l’era Ragno
Taranto, al via l’era Ragno

ne della squadra, che dovrà fare altrettanto con me. Al di là dei moduli, credo che alla fine conti essere primi al termine del campionato. Vince la squadra che sbaglia meno» ha spiegato Ragno, che non ha mancato di rivol­gersi ai tifosi. «Il pubblico tarantino non fa mai mancare il proprio sostegno, vorrei vedere ogni domenica i 10 mila della sfida con il Cerignola. Questa è una città che ha visto la serie B, la C ad alti livelli, dopo tre o quattro passaggi a vuoto è chiaro che qualcuno cominci a mugugnare ma l’obiettivo è vincere, Saremo una squadra tosta che garantisce gli ottanta gol e che abbia un equilibrio tattico». Ragno punta sul gruppo («si vince perché c’è un gruppo e non gruppetti») e sulla squadra, più che sui singoli: «tutti i gioca­tori sono leader, chiedo sempre aiuto reciproco. Ho sempre difeso la squadra e il nostro obiettivo dev’essere creare una famiglia».

Taranto, al via l’era Ragno
Taranto, al via l’era Ragno

Un vissuto familiare non facile porta Ragno a dire che «non lo spaventa nulla»; le sue parole sembrano aver convinto la tifoseria e sono piaciute al presidente Massimo Giove: «A Ce­rignola, a fine gara, ho incontrato Nicola Ragno al quale ho proprosto la panchina del Taranto per tornare a vincere» ha rivelato il presidente, aggiungendo che «con il direttore Sgrona fare­mo il massimo per mettergli a disposizione una squadra forte che possa farci divertire. Stiamo lavorando per allestire una squadra molto forte per vincere la D, il ripescaggio è molto diffficile perché, a mio avviso, i termini non verranno riaperti».Presente in comferenza stampa anche il bomber Giuseppe Genchi: «È sempre emozio­nante tornare in una città in cui in passato hai lasciato qualcosa. Però è il passato. Conosco la piazza e so che bisogna parlare molto poco. Qui servono i fatti. Ho imparato a capire la mentalità della gente di Taranto. Avrei voluto non parlare, però dovevo dei ringraziamenti. Avremo dieci mesi per parlare sul campo».

 

 

 

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