28 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 09:58:00

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Nuovi Gironi, per il Taranto cambia tutto


La nuova serie D é pronta a scaldare i motori ed a riproporre le storiche piazze che hanno scritto per anni pagine d’oro del nostro calcio e la Puglia rimetterà ai nastri di partenza tre capoluoghi in aggiunta ad altre compagini che hanno anch’esse trascorsi professionistici di rilievo.

Taranto, Foggia, Brindisi, Manfredonia, San Severo, Bisceglie e Monopoli sono pronte a gettarsi nella mischia di un torneo che sarà ancora una volta molto ostico dalla prima all’ultima giornata con una sola promozione nella nuova Lega Pro unificata e quindi nessun altro tipo di appello visto che verranno aboliti dalla prossima estate i ripescaggi nella serie superiore.

Ben 34 giornate di campionato a farla da contraltare e numerosi derby in calendario, sfide che hanno caratterizzato la storia del calcio come le partitissime che infiammavano gli stadi negli anni Sessanta, Settanta ed Ottanta e che riempivano gli stadi in ogni ordine di posto con quindici-ventimila spettatori ogni domenica.

I nove raggruppamenti non sono stati ancora ufficializzati ma già qualche società ha posto il veto ad essere ubicata nello storico H che é sempre stato quello pugliese per eccellenza assieme a Basilicata e parte della Campania che viene poi a sua volta suddivisa tra il G e l’I. Qualche presidente, su tutti Antonio Flora del Brindisi, vorrebbe un girone misto come avviene in Lega Pro da un decennio, alcune società, su tutti le daune Manfredonia, Foggia e San Severo vorrebbero essere inserite nel gruppo F abruzzese-molisano stante anche la vicinanza geografica con le due regioni in questione ed una maggiore serenità sotto il profilo dell’ordine pubblico, altre invece per ora tacciono ed attendono buone nuove, ma servirà un mese abbondante prima di avere cognizione concreta in merito. Il discorso è molto complesso, bisogna tenere conto che l’attuale quinta serie nazionale presenta situazioni di costi e gestioni molto elevati e le trasferte troppo distanti non garantirebbero, sotto il profilo economico, grossi vantaggi.

Certo, rivivere sfide contro storiche decadute come Pistoiese, Lucchese, Massese, Pro Piacenza, Cosenza ed eventualmente Siracusa (é in corso una trattativa per l’acquisizione del titolo della vicina Palazzolo, ndr) non sarebbe una cattiva scelta, stante il fatto che si ridarebbe lustro a piazze che hanno vissuto platee di altissimo spessore ma é altrettanto vero che ci sono delle contingenze anche di collegamenti pubblici di non poca levatura. Poniamo degli esempi pratici, una trasferta dalla Puglia in Sicilia sarebbe complicatissima in pullman stanti dieci abbondanti ore di viaggio, in aereo non ne parliamo, visto che voli diretti da Bari ce ne sono pochi e niente con annesso salto prima a Roma Fiumicino e quindi verso Catania o Palermo. Mentre un’eventuale trasferta al nord sarebbe, assurdo dirlo, più agevole, stanti i voli diretti da Bari e Brindisi per Milano, Roma, Pisa e Bologna.

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