22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 06:51:32

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Soldi dall’Eni. I tifosi rossoblu si spaccano


TARANTO – Il sindaco che convoca i tifosi per chiedere un parere su un possibile ‘contributo’ alla squadra di calcio. Basta descrivere ciò che è successo ieri pomeriggio a Palazzo di Città per dare l’idea della proceduta quantomeno poco ortodossa seguita da Ippazio Stefàno. In ballo ci sono i soldi – 500.000 euro dicono i beninformati – che l’Eni potrebbe girare al Taranto. Soldi dei quali, evidentemente, ed in un senso o nell’altro, Stefàno non vuole responsabilità.

La tifoseria, dal canto suo, è divisa. Basta riportare quanto si può leggere sui siti dei supporters ionici. Scrive Blubba: “Quello che fa il sindaco in questo periodo è solo propaganda elettorale quindi conta zero. Se si vuole azzerare il polo industriale si deve presentare un piano concreto per sistemare tutti quelli che attualmente vi lavorano in altri comparti e per parecchi anni, perchè per bonificare la zona attualmente occupata e riqualificarla ci vorrà molto tempo. Poi bisogna programmare totalmente su cosa puntare per produrre ricchezza e lavoro. Attualmente io non vedo nulla di tutto ciò non c’è un abbozzo di piano che sia uno”. Leno Tarima: “Ma davvero state scherzando? Davvero pensate che Stefano abbia indetto la conferenza per sapere se eravamo d’accordo o meno? Incredibile! Pensate che abbia convocato una ventina di tifosi e Ts, abbia fatto la conta delle mani alzate ed abbia così scelto in un senso o nell’altro? Ma davvero state scherzando?! Ma state impazzendo tutti?” Annota Giac: “Intanto prendiamoceli (fanno schifo anche a me) ma condideriamoli come un inizio, un atto di buona volontà della grande industria per sederci e discutere del futuro. Bisogna approfittare di quello che di fatto è un primo approccio diretto tra la città e l’industria e da qui in poi cominciare a pensare, prima ancora di dire, trattiamo, alla pari con la schiena dritta, senza fare la guerra magari, ma con la schiena bella dritta”. Questa le tesi di Uccio61: “Con una classe politica seria, efficiente, che non fa solo demagogia, o cavalcare il problema solo in prossimità di elezioni (come stanno facendo oggi) chiederebbe, in proporzione ai loro fatturati, contributi annui per la città. Avremo campi di calcio efficienti e non ruderi, piscine comunali, non gestite da privati, aperti a tutti, verde pubblico con parchi gioco, palazzetti dello sport”. Lapidario Iperotti: “Certo che se un sindaco non sa cosa fare è grave”. Più articolato il pensiero di Romanzini: “Penso sia condivisibile il pensiero di più di qualche amico del gb che parla di fesserie quando si tratta l’argomento baratto tra soldi di aziende inquinanti e sport. Però vorrei rimarcare che tutti i territori interessati dalla presenza di colossi inquinanti o di grandi aziende a forte impatto ambientale ricevono ogni anno moltissimi soldi, definiti royalities (e non sponsorizzazioni come qualcuno erroneamente definisce) che rappresentano un giusto e dovuto indennizzo a favore del territorio per ciò che questi colossi ‘prendono’ dal territorio stesso. Pensiamo alla Val D’Agri, dove i pozzi petroliferi hanno cambiato il profilo del territorio sino a qualche tempo fa destinato solo ad allevamento, agricoltura e montagne. In Val D’Agri la benzina o il gas costa pochissimo alla gente del posto (e ai lucani in generale). E chiaro dunque che c’è qualcosa che non va, se abbiamo industrie che ci devastano il territorio e provocano morti, e per questo non riceviamo nulla. Le royalities le grandi aziende devono pagarcele”.

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