18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 14:47:29

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L’abbraccio dei tifosi per i rossoblu


TARANTO – Prima contro seconda in classifica, divise da cinque punti (due maturati sul campo, tre fuori causa penalizzazioni varie) e da una rivalità che risale agli anni ruggenti della serie B. Inutile fare troppi giri di parole su Ternana-Taranto, che si giocherà domani alle 14.30 allo stadio Liberati – si anticipano tutte le gare di Lega Pro per l’impegno della rappresentativa in Inghilterra. Per dare l’idea, comunque, di quanto sia attesa la gara basta pensare al fatto che lo stadio è già sold out e che i tifosi rossoblu hanno voluto metaforicamente ‘abbracciare’ i loro beniamini che da domenica sera sono in ritiro a Roma.

Sono ore di riflessione, queste, per mister Dionigi. Tutto gira intorno a Lucas Chiaretti: se il brasiliano, reduce da una fastidiosa gastroenterite e apparso appannato nelle ultime uscite, non dovesse convincere, spazio al 3-5-2 con Rantier e Guazzo in avanti. Altrimenti, sarà ancora 3-4-3, l’abito tattico che Dionigi ha cucito addosso alla sua squadra. Proprio Dionigi è uno dei tanti ex della partita: da calciatore ha indossato la casacca della Ternana, in serie B, anno 2005/06: 24 presenze, 3 gol. Centotrenta le presenze in rossoverde, dal 2005 al 2010, per Guido Di Deo, colonna della Ternana prima di essere, oggi, pilastro del centrocampo rossoblu. Percorso inverso per Max Cejas (non ci sarà: squalificato), a Taranto negli anni 2006/07 e 2007/08, cinquanta presenze. Non hanno lasciato il segno in Puglia, invece, il centrocampista Crocifisso Miglietta ed il difensore Mariano Stendardo. Spulciando gli almanacchi, emerge poi come siano tanti i calciatori che si sono divisi tra Puglia, sponda Taranto, ed Umbria, versante Ternana. Tra loro, due attaccanti amatissimi dalle nostre parti. Franco Selvaggi e Christian Riganò. Il campione di Pomarico, l’uomo del mundial ‘82, ha fatto i primi passi da professionista proprio indossando la casacca della Ternana, che lasciò per Taranto, dove è diventato uno dei numeri 10 più amati di sempre, e compagno di reparto di Erasmo Iacovone. Diversa, invece, la storia di Riganò. Con il Taranto l’attaccante di Lipari si è fatto conoscere a livello nazionale, per la facilità impressionante nel bucare le difese avversarie. L’ultimo atto in rossoblu, la finale maledetta con il Catania, prima del passaggio alla Florentia Viola, nata dalle ceneri della Fiorentina, di cui Riganò è diventato una vera icona. Quindi, nella seconda parte della sua carriera, il passaggio a Terni, dove in realtà non hanno mai conosciuto il ‘vero’ Riganò. In panchina, Raimondo Marino è stato uno dei primi allenatori dell’era Blasi a Taranto, dopo aver fatto benissimo nel settore giovanile del Lecce. Poi, il tecnico salentino in una carriera non troppo fortunata è approdato anche in Umbria. Storie che si intrecciano, e domani se ne scriverà un’altra, molto importante. Quella che può decidere il destino di questo campionato.

Giovanni Di Meo

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