27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 16:47:00

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Mario Balzanelli: “Stop alle tragedie evitabili”


TARANTO – Stop alle tragedie sui campi di calcio e prevenzione con risorse e formazione nel campo del primo soccorso. Il direttore del 118 di Taranto, Mario Balzanelli, interviene sulla morte del calciatore Piermario Morosini, avvenuta sabato durante l’incontro tra il Livorno e il Pescara. Molte delle drammatiche ‘morti cardiache improvvise’ potrebbero essere evitate con l’addestramento di tutti coloro che operano nell’ambito sportivo e con la diffusione capillare dei defibrillatori semiautomatici. Non è solo il rapido trasporto in ospedale la soluzione a questo tipo di emergenze, ciò che accade nei primi minuti, in attesa dei mezzi di soccorso, è determinante ai fini di una sopravvivenza che si riduce dell’otto per cento per ogni minuto di ritardo.

Defiblillatore e presenza del medico in tutte le strutture sportive? “Direi proprio di si, anche se sono fondamentali le risorse economiche e la formazione per il primo soccorso. Non possiamo ad esempio posizionare defibrillatori ogni tre metri e poi il cittadino non li sa utilizzare. Ogni cittadino deve essere messo in condizione di eseguire un massaggio cardiaco in maniera rapida e appropriata. Significa che il primo soccorso deve essere al primo posto. Mi piace citare l’episodio che è avvenuto nei giorni scorsi negli Stati Uniti, dove un bambino di otto anni ha effettuato il massaggio cardiaco all’autista del bus della scuola. L’uomo era stato colpito da un grave malore. Le manovre di rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione devono essere eseguite immediatamente. Tutti coloro che operano negli ambiti sportivi, medici e non, le possono apprendere facilmente con i numerosi corsi di formazione disponibili. Il problema della morte cardiaca improvvisa si estende in realtà ben oltre l’ambito sportivo, rappresenta la principale causa di morte nell’età adulta e gran parte di queste morti avviene senza che sia stato offerto alle vittime il trattamento tempestivo di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione che potrebbero riportarle in vita. C’è bisogno di un programma che preveda la presenza di personale addestrato e la disponibilità di defibrillatori in tutte le sedi di attività sportiva e di assembramento di persone e che aumenti la consapevolezza di tutti sull’importanza di un intervento immediato in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Come si muove il 118 ? Sempre in maniera rapida e professionale. Mi piace ricordare l’intervento eseguito lo scorso anno sul ponte Girevole a Lucio Dione. Il nostro team medico intervenne in due minuti e 40 secondi. Deve essere sempre così. Per noi soccorritori è fondamentale. A che punto è la proposta di legge sul primo soccorso presentata da lei e dal magistrato Ciro Fiore? “ Stiamo ancora attendendo. Abbiamo raccolto ben 93mila firme e da quattro anni stiamo aspettando che possa diventare legge . Non vorrei essere polemico ma non riesco a capire come ad esempio la proposta di legge per l’omicidio stradale attraverso 60mila firme raccolte a Firenze nei mesi scorsi stia già andando avanti mentre la nostra è lì ferma da quattro anni”.

G.N.

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