19 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2020 alle 16:52:58


TARANTO – L’ultima volta, quando una città intera gridava per la gioia, lui c’era. E sa cosa vuol dire essere promossi in serie B indossando la maglia rossoblu. Luca Brunetti, che oggi studia da allenatore, era in quel Taranto, stagione ‘89/’90, che dopo un braccio di ferro con la Salernitana raggiunse la promozione. Presidente era Donato Carelli, direttore sportivo Ermanno Pieroni. Nomi che, per una ragione o l’altra, tornano in questa incredibile annata. Come ritorna il nome della Ternana, visto che fu un successo contro gli umbri alla penultima giornata a dare la certezza del salto di categoria.

I 48 punti sul campo conquistati dalla corazzata allenata da Roberto Clagluna rappresentano il record di tutti i tempi per il girone B della serie C1 nell’era dei due punti per vittoria. Brunetti, qual è la strada per raggiungere la serie B? “Bisogna avere nervi saldi, e la consapevolezza della propria forza. La squadra in cui giocavo io e quella di oggi sono diverse. Una ha fatto la storia, l’altra ha tutte le qualità per eguagliarla”. Quali sono queste differenze? “Mister Clagluna aveva a disposizione un organico eccezionale per la categoria. Carelli, che subentrò a Fasano, spese tantissimo ed allestì uno squadrone. Oggi è più evidente la mano dell’allenatore. Dionigi sta ricavando il massimo dai suoi giocatori, e forse anche di più”. E’ diverso anche il contesto societario… “Con Carelli prendevamo lo stipendio addirittura in anticipo rispetto al previsto, e questo aiuta un calciatore ad essere tranquillo, ed a fare al meglio il suo lavoro. Ho saputo quello che è successo, è stato un grande dolore. Carelli era un tarantino vero, una grande persona. Eravamo orgogliosi di lavorare per lui. Le difficoltà di oggi rendono ancora più grande l’impresa che il Taranto può fare, perchè rendere al meglio in una situazione come quella che la squadra sta vivendo non è per niente facile”. C’è da rimontare la sconfitta dell’andata. Quante chance ha la formazione di Dionigi? “Se il Taranto gioca come ha dimostrato di saper fare, allora le possibilità sono molte. Perchè è una squadra forte, e lo ha dimostrato in un campionato vinto sul campo, al di là delle penalizzazioni. Poi si gioca in casa, ed il pubblico rossoblu può e deve fare la differenza. Taranto è una piazza che non può mancare da vent’anni dalla serie B, questo purgatorio deve finire”.

Giovanni Di Meo

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