16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 18:03:30

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Rossoblu, il giorno più lungo


TARANTO – La politica e l’impresa al capezzale del calcio. Succede a Taranto, dove il pallone rischia di sgonfiarsi ed è il sindaco, Ippazio Stefàno, a cercare un sostituto di Enzo D’Addario al vertice della società rossoblu. Per farlo, il neo-rieletto sindaco ha convocato i rappresentanti delle imprese, in testa l’attuale presidente di Confindustria Luigi Sportelli, con l’obiettivo di chiarire chi possa essere interessato, ed a quali condizioni, al subentro a D’Addario. Impresa che si presenta non facile, in realtà.

“Egregio Signor Sindaco, dopo tre anni di impegno profuso con entusiasmo, passione ed immensi sacrifici, non solo economici, è giunto il momento che la gestione cambi. La decisione scaturisce dalla carenza di giusti stimoli e dalla presa d’atto della mancanza di qualsiasi concreto supporto economico locale, per proseguire in vista dei prossimi ed imminenti programmi. Preso atto di queste difficoltà, a malincuore, ho dunque deciso, per il bene della Città, di rimettermi alla Sua azione, affinchè lei possa sensibilizzare nuove forze imprenditoriali al fine di assicurare un futuro solido al club tarantino” è il testo della lettera con la quale D’Addario ha chiesto al primo cittadino di trovare un compratore, pur non cedendogli il titolo sportivo: insomma, il sindaco – nelle intenzioni dell’attuale presidente – dovrebbe solo individuare chi poi sarebbe chiamato a trattare l’acquisto di una società sulla quale pesano circa cinque milioni di debiti. Alla riunione saranno presenti anche i rappresentanti della Fondazione Taras, associazione di tifosi già ricevuta due giorni fa da Stefàno. Al vertice, assolutamente fondamentale, di questo pomeriggio il sindaco conta di arrivare con l’elenco completo dei debiti e delle pendenze dell’As Taranto Calcio. Almeno è questa la richiesta fatta a D’Addario: “la quantificazione della somma economica richiesta per la cessione della società e la presentazione di un chiaro quadro sulle condizioni economico-finanziarie della stessa”, da mettere sul bancone e mostrare a chi fosse interessato alle sorti del malandato calcio di casa nostra. Lunedì, intanto, scadono i termini per ripianare una parte dei debiti, quelli con i calciatori, per evitare che la messa in mora si traduca nello svincolo contrattuale, un ‘liberi tutti’ che svuoterebbe di valore la scatola-Taranto. Insomma, è in queste ore che si decide il futuro del calcio.

G.D.M.

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