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Gli inglesi fanno sul serio. D’Addario tace


TARANTO – Un febbrile scambio di mail. Poi il silenzio da parte del club, nonostante i solleciti. Balla su un equilibrio precario l’interessamento di una società inglese al possibile acquisto dell’agonizzante Taranto. Il contatto si è arenato sulla richiesta dei dati economici avanzata dagli intermediari di una multinazionale. Oggi allo scoperto esce il professor Nicola Bruni (nella foto), quasi involontariamente trovatosi nel ruolo di intermediario nella embrionale trattativa. “Sono stato contattato da un mio ex studente – racconta – che oggi è un professionista affermato e lavora a Londra. E’ stato lui a parlarmi di questa possibilità. Mi ha girato la mail di un importante studio legale anglo americano di Londra che opera per conto di questa multinazionale con importanti interessi nel nostro paese. C’è la disponibilità ad investire nel calcio italiano, e per il Taranto può essere un’occasione”.

Quella mail, e le successive, il professore di economia aziendale le ha immediatamente inoltrate ai dirigenti del Taranto. Un contatto con Marras, poi anche con Mike Hulls. Ne ha parlato anche con il sindaco Ippazio Stefàno. “Da lunedì 8 giugno – spiega Bruni – la richiesta è sempre la stessa. Chiediamo i dati patrimoniali del club. E’ la richiesta minima per chi pensa ad un investimento di questo tipo. Ad oggi non è giunta alcuna risposta. Mike Hulls mi ha anticipato che il presidente D’Addario tornerà nel fine settimana. Attenderemo sino a lunedì. Se resterà il silenzio ne trarremo le conclusioni”. In questi giorni, comunque, lo stesso Bruni ha inoltrato ai suoi interlocutori londinesi alcuni dati del Taranto ed una stima della portata dell’investimento necessario in vista del prossimo campionato. Quella stima si aggira intorno ai 5 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto ma che si teme possa risultare anche stretta alla luce di calcoli che ora, però, è possibile fare solo sulla base dell’esperienza e di ipotesi. Intanto in attesa di risposte, i giorni di questa lenta agonia scorrono lentamente. E le scadenze per evitare l’ennesimo tracollo del calcio tarantino si fanno sempre più vicine.

Mario Diliberto

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