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Intrigo internazionale tra inglesi e spagnoli


TARANTO – Giornata di contatti. E trattative più o meno avanzate. L’alternativa ad un Taranto in serie D è (forse) all’estero. Inghilterra o Spagna. Con il pallone che in realtà farebbe solo da appendice a progetti imprenditoriali più ampi: le trivellazioni in mare alla ricerca di petrolio, sul fronte inglese, o la realizzazione di un impianto di distruzione di rifiuti su quello spagnolo. Lo dice senza giri di parole l’architetto Sergio Capogreco, portavoce di Platinum Invests S.A., società di Valencia con proprietà e management italiani. “Noi abbiamo interesse a proporre un progetto, a prescindere dal calcio, che è un mezzo di promozione. Lo abbiamo detto a Foggia (la trattativa per l’acquisizione del club dauno è durata un mese prima di incagliarsi, ndr) lo diciamo anche qui. Con chiarezza e trasparenza”.

Qual è il “progetto”, allora? Il via libera alla costruzione di un inceneritore in cambio del salvataggio della squadra di pallone? “No. Parlare di inceneritore è blasfemo, mi passi il termine, per Platinum. Noi produciamo impianti al plasma per la dissociazione molecolare dei rifiuti. Un processo che si avvale di una tecnologia all’avanguardia, non comporta l’emissione di sostanze inquinanti ed è ad impatto zero per l’ambiente. Si tratta di impianti di dimensioni limitate, che possono essere dislocati all’interno di discariche già esistenti sul territorio”. Il calcio che ruolo ha in questo business? “A cercarci sono stati i dirigenti del Taranto, una volta sfumata la trattativa per il Foggia. Lo sport è una realtà sociale che non può essere trascurata, oltre che un mezzo di promozione. Il progetto calcio per noi va di pari passo con quello imprenditoriale. Il calcio è in crisi perchè non è più sostenibile un certo modo di gestire le società, con soldi a fondo perduto. Serve una partnership tra imprese”. E’ la riproposizione proprio del progetto legato all’acquisizione del Foggia, sfumata perchè “non è andata in porto la trattativa con il presidente Casillo” dice Capogreco. Un progetto di 69 pagine, reperibile su internet (www.platinum-invests.eu/USFoggia1.pdf) “che si adatta anche alla realtà tarantina” aggiunge il portavoce di Platinum. Gli italo spagnoli sarebbero in pratica soci di maggioranza di una società in cui dovrebbero confluire anche forze imprenditoriali locali. I tempi sono ristretti, visto che entro fine giugno vanno avviate le pratiche per l’iscrizione alla Prima Divisione, salvando il professionismo ed evitando gli inferi dei dilettanti. “In giornata avremo dei contatti con il sindaco Ippazio Stefàno, il presidente Enzo D’Addario ed i vertici di Confindustria, che vogliamo coinvolgere” chiosa l’architetto Capogreco. Da trovare ci sono, subito, oltre tre milioni di euro, con gli imprenditori locali che si sono già “smarcati” da ipotesi di salvataggio nel corso dei colloqui con Stefàno. Se la Platinum Invest si sta esponendo molto a livello mediatico, non meno attiva (anzi, forse lo è di più) ma più discreta è la multinazionale britannica del petrolio che ha puntato gli occhi sulla Puglia ed ha chiesto a D’Addario i libri contabili del Taranto per valutare l’eventuale subentro nel club calcistico. Richiesta alla quale il patron rossoblu ha risposto picche, ma – sempre nella giornata di oggi – sono previsti ulteriori contatti. Il finale è assolutamente aperto, mentre la Event Promotion (società milanese composta da imprenditori tarantini) ha scritto al sindaco proponendo un piano di maketing che passa dal coinvolgimento delle industrie che lavorano sul territorio.

Giovanni Di Meo

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