Archivio Sport

Crisi rossoblu, la palla tra i piedi degli inglesi


TARANTO – Il primo passo è stato fatto. Se si rivelerà decisivo, lo si saprà tra poco, visto che i tempi stringono. Le carte in cui è messo nero su bianco lo stato di salute contabile dell’As Taranto Calcio sono nelle mani della multinazione inglese che ha dimostrato interesse all’acquisizione del club calcistico rossoblu. Le ha consegnate l’attuale presidente della società di via Martellotta, Enzo D’Addario, al professor Nico Bruni, professionista notissimo in città che si ritrova nel ruolo di intermediario nella trattativa. L’unica, ormai, a cui sono ancorate le speranze di una permanenza del Taranto nel calcio professionistico. Lo stesso Bruni aveva spiegato al nostro giornale di essere stato contattato da un suo ex studente trasferitosi in Inghilterra, e di essere stato destinatario di una mail di uno studio legale anglo americano con sede a Londra, che opera per conto della multinazionale nostro Paese e vuole investire nel calcio italiano.

Il termine ultimo per la consegna dei dati economici – chiesti dagli inizi di giugno – era ieri. E sul filo di lana “gli inglesi” hanno ricevuto quanto richiesto. Ovviamente, una valutazione di questo tipo va approfondita ed i contabili della multinazionale sono già al lavoro su questo fronte. La stima dell’investimento ruota attorno ai cinque milioni di euro, mentre a stretto giro è attesa la risposta dell’Agenzia delle Entrate alla quale il Taranto ha chisto di rateizzare il proprio debito. Richiesta che se accolta renderebbe necessari “solo” un milione e mezzo di euro circa, subito, per l’iscrizione al campionato di Lega Pro Prima Divisione. Mai come in questo frangente, appare difficile fare previsioni su cosa accadrà al malandato calcio di casa nostra. Resta un fatto di non poco conto che D’Addario abbia consegnato la contabilità ad un possibile gruppo subentrante, ed è quanto basta per pensare che una svolta sia possibile. A non essere possibile è invece il fatto che il Taranto parli spagnolo. Non ci sono margini, almeno a quanto trapela da Palazzo di Città, per un ingresso nel mondo del football nostrano della valenciana Plati-num Invests S.A. Troppo complessa la strada che passa dal via libera al “dissociatore mole-colare di rifiuti” che il gruppo iberico (ma con radici italiane, nella proprietà e nella dirigenza) ha proposto come una sorta di contropartita per l’investimento nel calcio. Una via che passa, o meglio passava, anche dall’ok della politica ma che pare già chiusa. Si è eclissato Ermanno Pieroni, e con lui le voci che volevano il patron del Livorno Aldo Spinelli intenzionato a fornirgli supporto, nelle forme di denaro contante, nel tentativo di subentrare a D’Addario a tornare quindi nel calcio tramite il Taranto. Il tutto mentre la crisi del calcio si allunga anche su altri sport, come la pallacanestro femminile, con il Cras che ha annunciato tramite il presidente Angelo Basile di rinunciare alla partecipazione alla prossima Eurolega, la Champions League del basket. “L’auspicio è ora quello di salvare il titolo del campionato di serie A1″ è la frase di Basile, che getta qualche ombra sul futuro della squadra che soltanto poche settimane fa si è laureata campione d’Italia. Il futuro dello sport, a Taranto, è a rischio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche