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Ricorso per la B. C’è il giudice che “salvò” il Catania


TARANTO – Dentro o fuori dalla serie B. Il Taranto lo saprà il 27 giugno, quando si discuterà davanti al Tar del Lazio l’udienza “per stabilire se la squadra dell’As Taranto calcio andrà in serie B (per l’annullamento di 6 punti di penalizzazione) in seguito al ricorso del cavalier Valentino Gennarini, dell’avvocato Nicola Russo (anche in nome e per conto del Comune e della Provincia di Taranto, per effetto dell’azione popolare), del comitato Taranto futura e di Tarantovola.it” come spiega una nota del comitato. Componenti del collegio giudicante la terza sezione quater del Tar Lazio sono il presidente dottor Italo Riggio, il giudice relatore dottoressa Giulia Ferrari ed il giudice a latere: dottoressa Maria Luisa De Leoni”. “La relatrice è quella che ha fatto vincere il ricorso ai tifosi del Catania” aggiungono da Taranto Futura.

Il riferimento è alla riapertura dello stadio Massimino, le cui porte erano state chiuse dopo la notte del tragico derby con il Palermo in cui perse la vita l’ispettore di Polizia Filippo Raciti. Riaffermare il principio che ‘chi fa più punti – sul campo – vince’ è invece il senso dell’iniziativa del comitato Taranto Futura, che ha deciso di impugnare “il titolo sportivo che verrà riconosciuto dalla Figc alla Ternana”. Insomma, la serie B spetta ai rossoblu, che sul campo hanno fatto più punti degli umbri. Per Nicola Russo, sono illegittimi “sei dei sette punti di penalizzazione comminati al Taranto, quelli per le ben note vicende del ritardo del pagamento degli stipendi ai giocatori”. Perchè? “La Corte di Giustizia europea, con varie sentenze in materia sportiva ha evidenziato che le società sportive sono anche imprese economiche e, quindi, per queste società valgono anche in materia sportiva le norme della concorrenza. Bisogna considerare separati gli aspetti economici da quelli puramente sportivi e competitivi, per i quali vale il principio di specificità dello sport. Le sanzioni applicate dalla Ficg per il ritardo del pagamento degli stipendi ai giocatori, così come illegittimamente regolamentate dal punto di vista sportivo, vanno annullate, in quanto in piena violazione della libertà d’iimpresa sancita dalla Costituzione, della libertà di prestazione di servizi sancita dal Trattato comunitario, a fronte del fatto che il rapporto patrimoniale tra giocatori e società sportiva non può essere di competenza dell’autorità sportiva. La materia è espressamente affidata alla giurisdizione del giudice ordinario tenendo presente che, in base all’art. 52 del Noif, le norme interne della Federcalcio, il titolo sportivo (quello acquisito in seguito alla competizione sportiva) non può essere oggetto di valutazione economica”. Quindi, “i risultati ottenuti sul campo di gioco non possono essere soggetti a valutazioni di carattere economico, per poi concretarsi in sanzioni”. Questa la tesi di Russo, destinata a passare al vaglio del tar tra poco più di una settimana. Per domani è invece fissata una conferenza stampa in cui Russo illustrerà le sue argomentazioni in vista dell’udienza.

G.D.M.

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