Archivio Sport

Spunta l’idea del passaggio soft agli inglesi


TARANTO – Il tempo stringe. E’ l’ipotesi allo studio è quello di un passaggio soft alla società inglese che si è fatta avanti come possibile acquirente del Taranto di Enzo D’Addario. Sembra questa al momento l’ipotesi più plausibile per una soluzione che scongiuri l’ennesimo crac per il pallone a spicchi rossoblu. A dettare i tempi proprio le scadenze per l’iscrizione e la necessità per gli emissari della società britannica di studiare i libri contabili del club di via Martellotta. L’idea sulla quale si lavora, quindi, è quella di un periodo di transizione in cui l’attuale proprietà dovrebbe garantire i passaggi formali e sostanziali per dare continuità alla calcio tarantino in lega Pro.

Una sorta di ponte per lo sbarco dei nuovi soci che hanno confermato il desiderio di investire nel calcio italiano, prediligendo a quanto pare, proprio la strada che porta in riva ai due mari. Quella della rivoluzione gentile è apparsa la via percorribile per sposare le esigenze di acquirenti, D’Addario e Lega. Un cocktail di necessità con al centro l’obiettivo di limitare i danni del momento cupo del calcio ionico. In attesa di assistere ad altri passi, va registrato un certo attivismo degli uomini di D’addario per procedere all’iscrizione al prossimo campionato. Il tutto mentre i plenipotenziari inglesi, con in testa il professore Nico Bruni, stano studiando bilanci e contabilità del club. Stando a quanto filtra i commercialisti oltre a valutare l’entità della massa debitoria, stanno anche accertando tutte le possibilità per poter ricorrere ad una rateizzazioni delle singole voci debitorie. Un processo non semplicissimo ma che ha come fine quello di tamponare una eccessivo ed immediato esborso in termini di liquidità da parte degli acquirenti. A rischio di equivoci e per non regalare false speranze, il cammino appare sembra piuttosto difficoltoso, però eclissate le altre possibilità, quella inglese sembra essere rimasta l’unica pista in piedi per confidare in una soluzione positiva della crisi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche