29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 22:09:00

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Ricorso al Tar. Nicola Russo contro tutti


TARANTO – Due avvocati della Federcalcio, due della Lega Pro, uno della Ternana. Uno ‘schieramento di forze’ notevole. Di fronte a loro, Nicola Russo. A riaffermare il principio che dovrebbe essere alla base dello sport: chi fa più punti vince. E’ stato solo contro tutti, oggi al Tar del Lazio, il legale tarantino che ha presentato ricorso contro la penalizzazione di sei punti per gli stipendi non pagati che non ha permesso ai rossoblu di chiudere al primo posto il campionato, salendo in B al posto della Ternana. “Parto per Roma con la speranza nel cuore e con il puntiglio di difendere l’onore e la dignità del tifo rossoblu, anche dal punto di vista giuridico” le parole di Russo lasciate sul suo profilo facebook.

“Sono fiducioso. Qui si tratta di recepire una norma comunitaria” è quanto dichiara al telefono dopo la fine dell’udienza, andata avanti per circa un’ora e conclusasi alle 12,45. “La sentenza dovrebbe arrivare tra stasera e domani mattina” continua il coordinatore di Taranto Futura. Che poi proprio solo non è stato. Non ha avuto l’appoggio delle istituzione, nè dell’As Taranto – la cui iscrizione alla prossima Lega Pro appare sempre più difficile – ma quello dei tifosi sì. Tantissimi i collegamenti a siti e social network per avere notizie in tempo reale. “Comunque vada, dovremo dire grazie ad un tarantino vero, andato avanti nella sua e nostra battaglia” è il tono dei commenti. “La Corte di Giustizia europea, con varie sentenze in materia sportiva ha evidenziato che le società sportive sono anche imprese economiche e, quindi, per queste società valgono anche in materia sportiva le norme della concorrenza” è quanto si legge nel ricorso. “Le sanzioni applicate dalla Ficg per il ritardo del pagamento degli stipendi ai giocatori, così come illegittimamente regolamentate dal punto di vista sportivo, vanno annullate. La materia è espressamente affidata alla giurisdizione del giudice ordinario tenendo presente che, in base all’art. 52 del Noif, le norme interne della Federcalcio, il titolo sportivo (quello acquisito in seguito alla competizione sportiva) non può essere oggetto di valutazione economica”. Quindi, “i risultati ottenuti sul campo di gioco non possono essere soggetti a valutazioni di carattere economico, per poi concretarsi in sanzioni”.

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