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“C’è una cordata di imprenditori. Tutti tarantini”


TARANTO – “E’ una cordata fatta da imprenditori tarantini”. Tra fughe in avanti e repentine smentite, il calcio tarantino si appresta a vivere l’ennesima estate torrida. Nessuna iscrizione in Lega Pro e per la serie D ci sarà da sudare. L’ultima speranza è il Lodo Petrucci. Per centrare l’obiettivo il sindaco Stefàno dovrà intercettare proposte concrete, investitori seri, pronti a presentare un progetto per far ripartire, dai dilettanti, la squadra rossoblu. Proprio ieri il primo cittadino, dalle colonne di TarantoBuonaSera, ha rivelato l’esistenza di una proposta, anche se ancora in naftalina. Ad ascoltarla sarà l’ex vicesindaco Gianni Cataldino, che oggi abbiamo intervistato per cercare di delineare l’identikit del possibile acquirente del Taranto.

Il sindaco ci ha spiegato che sarà lei ad ascoltare questa proposta. C’è già stato un incontro? “No, l’incontro non c’è ancora stato. Credo che non si terrà prima di domani”. Si tratta di un soggetto unico o di una cordata? “E’ una cordata, composta da imprenditori tarantini”. Sì, ma ora vorremmo sapere di chi si tratta. “Non posso dire altro. Mi è stato chiesto di mantenere stretto riserbo sui nominativi”. Ci sarebbero preclusioni nei confronti di una eventuale proposta inoltrata da un soggetto unico? “Trovare un soggetto unico, pronto a rilevare la squadra, in questo periodo di crisi economica, è praticamente impossibile. Ovviamente se arriveranno proposte le prenderemo in considerazione. Non abbiamo alcun pregiudizio. A mio parere, solo una cordata sarebbe capace di far fronte alle spese, anche perchè i costi per affrontare il campionato si aggirano attorno ad un milione e mezzo di euro”. Certo, ma il tempo stringe. Quali saranno i prossimi step? “Il sindaco Stefàno vuole esperire tutte le pratiche per affidare le sorti del Taranto in mani sicure. Credo che anche la città e le persone che contano, dovrebbero unirsi, non solo a parole, per cercare di salvare lo sport tarantino perché sia il Taranto, che il Cras rischiano molto”.

Fabio Mancini

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