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La sera di Papalia: “Così possiamo salvare il calcio”


TARANTO – Emanuele Papalia parla poche ore prima dell’incontro decisivo per il ‘suo’ gruppo. Ad incontrarsi nello studio del professor Nico Bruni saranno imprenditori e professionisti, contattati nei giorni scorsi, ai quali verrà chiesto di mettere formalmente a disposizione del nascituro nuovo Taranto un contributo per garantire l’iscrizione al prossimo campionato di serie D, evitando di scendere ancora più giù, nelle secche del calcio regionale. A che punto è la costruzione di questo gruppo di possibili soci a cui affidare il nuovo corso del calcio tarantino? “C’è poco da dire, servono i fatti. Noi stiamo facendo un percorso, o meglio stiamo provando a farlo, perchè il momento è difficile. Per tutti”.

Quali margini ritiene che ci siano, per vedere concretizzata la sua idea di “partecipazione allargata” per la nuova società? “Non voglio essere né ottimista né pessimista. Vedremo quanti vorranno formalizzare il loro impegno per non far morire il calcio a Taranto”. C’è qualcuno che la sta affiancando in questo progetto? “Una persona che tutti gli sportivi dovrebbero ringraziare, comunque vada a finire, è il professor Nico Bruni che mette a disposizione il suo amore per il calcio e per il Taranto senza chiedere nulla in cambio. La sua conoscenza del mondo del calcio, e la passione che ha per la sua città, sono un patrimonio prezioso”. L’impressione è che la sua iniziativa si stia rivelando l’ultima chance per evitare la sparizione del calcio a Taranto. “Io questo non lo so. E su una cosa voglio essere chiaro: questa non è una competizione, o una corsa tra contendenti. L’obiettivo è evitare che il calcio sparisca dalla nostra città. Se dovesse arrivare un imprenditore disposto a farsi carico delle sorti del calcio tarantino, non potrà che avere il plauso degli sportivi e mi vedrà come suo tifoso. Il punto è capire se questo cavaliere bianco esiste o no. Se così non fosse, dovrebbero essere i tarantini stessi a fare qualcosa. E personalmente auspico una soluzione di questo tipo, che a mio avviso è la migliore”. Stasera è la snodo decisivo, per il suo progetto? “Sicuramente capiremo quali sono i margini per proseguire”. Per la cordata o public company che dir si voglia, ipotizzata da Papalia, è quindi l’ora della verità. Restano da capire le intenzioni di Massimo Giove e Luigi Blasi, gli altri due nomi accostati al calcio rossoblu del dopo D’Addario.

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