29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 09:44:00

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Il patto Papalia stenta a decollare. Nuovo vertice


TARANTO – Poche adesioni ed un vertice tra i due soci più grossi. Sembra avere un futuro davvero difficile e tutto da decifrare il patto proposto da Emanuele Papalia per salvare il calcio a Taranto. Dopo le riunioni della scorsa settimana, all’idea hanno aderito in pochi. A fare i conti della serva, fondamentali in questa fase embrionale, nero su bianco ci sarebbero solo tre quote da quarantamila euro e la disponibilità dei due soci maggiori, in grado di mettere sul piatto 200.000 euro a testa. In questo senso non ci sono segreti. La disponibilità è arrivata da Tonio Bongiovanni ex patron del volley di A1 a strisce rosse e blu, e da Antonio Flora, già impegnato a Barletta e con la Fortis Trani. I due dovrebbero incontrarsi domani per un confronto sul progetto sponsorizzato da Papalia.

Entrambi hanno manifestato entusiasmo sull’idea della public company. Un entusiasmo che però non divampa proprio in città. Il progetto così come strutturato, prevede appunto questi soci maggiori, e l’adesione di altri soggetti con quote appunto da 40.000 euro. In questa maniera si punta a rastrellare i 2.000.000 di euro che secondo Papalia sono necessari per rilanciare il progetto calcio a Taranto. Per cominciare, in realtà, basterebbe anche un milione e 200.000 euro. Ma la verità è che entrambe le soluzioni sono piuttosto lontane. Decisivo in tal senso appare anche la grave crisi economica che spinge moltissimi a non investire nel calcio. Più di qualcuno, invece, sarebbe scoraggiato dalle troppe teste da mettere d’accordo nella organizzazione di partecipazione allargata. Al di là delle motivazioni, occorre fare i conti con la realtà. Ed al momnento la realtà è questa. E il tempo a disposizione non è tantissimo. Difficile, peraltro, avere notizie dal Comune dove il caso Taranto si intreccia con altre emergenze a cui la politica di casa nostra tenta, senza riuscirci, di dare una risposta. Sullo sfondo resta l’opzione Luigi Blasi. L’imprenditore di Manduria nega a ripetizione l’intenzione di rituffarsi nel calcio tarantino, ma persone che gli sono vicine, raccontano che l’idea in realtà lo stuzzica. Dal cassetto, però, Blasi vorrebbe tirare fuori il suo progetto di uno stadio polifunzionale. Un suo eventuale ritorno passa proprio dal via libera a quel programma. Una ipotesi che sembra difficile da attuare, e meno che mai in tempi ristretti come quelli richiesti dalla Lega. Il futuro si presenta carico di nubi. Ed anche questa non è una novità.

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