21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 16:38:07

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Sostegno: “Non si può lasciar morire il calcio rossoblu”


TARANTO – “Il momento è difficile, ma non si può fallire il tentativo di salvare il calcio a Taranto”. A parlare è Gianluca Sostegno, uno dei professionisti tarantini che già nel gennaio scorso ha dato vita alla fondazione Taras. “Purtropppo – racconta – avevamo cominciato ad avvertire segnali scoragginati e preoccupanti già all’inizio della stagione scorsa. Il disastroso epilogo della gestione D’Addario purtroppo ha confermato quei sentori. Per questo ci siamo rinuniti e abbiamo dato vita ad un soggetto giuridico in grado di interloquire con le istituzioni”. Un ruolo di stimolo che la fondazione sta svolgendo in questi giorni di attività convulsa, con Emanuele Papalia impegnatissimo nel suo progetto di public company.

Ieri pomeriggio è stata proprio una lettera della Fondazione a sbloccare l’immobilismo del Comune, che pure è chiamato a svolgere un ruolo di primo piano nel tentativo di ricominciare dalla serie D. Dopo quella lettera si è materializzato il bando che pubblichiamo in questa stessa pagina. “Non farei polemiche – aggiunge Sostegno – l’importante è che ora ci siano dei punti di riferimento”. Insomma per la fondazione è il momento di passare dalle parole ai fatti. E Sostegno non lo nasconde. “Il tempo stringe – spiega – e sino ad oggi abbiamo purtroppo asistito a tante parole e a persone che forse si sono fatte un po’ di pubblicità. Ora occorre fare presto. E’ mortificante che una realtà come la nostra fatichi tanto per iscriversi ad un campionato di dilettanti. Di peggio davvero c’è solo non riuscirci”. Parole a cui Sostegno e il consiglio direttivo della Taras hanno dato sostagna con l’iniziativa varata ieri pomeriggio dopo una riunione lampo. “Abbiamo deciso di creare una nuova società. Mettiamo a disposizione un capitale che potrà variare tra 150.000 euro e 200.000, compresa la quota da 40.000 euro che abbiamo sottoscritto nel progetto Papalia. Per quanto ci riguarda questa iniziativa è un modo per dare fiato al presidente dell’Asi e sostenerlo. Certamente non è un’alternativa”. In realtà l’affondo della Taras appare allo stesso tempo come una provocazione ed un assist. Insomma se davvero ci sono persone che vogliono salvare la bandiera rossoblu, ora sanno cosa fare e a chi rivolgersi.

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