19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

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Zelatore: “Il nostro Taranto può avere un grande futuro”


TARANTO – L’esordio domenica, a Trani. Ed un futuro tutto da scrivere. Colloquio a 360 gradi con il primo presidente donna del Taranto, Elisabetta Zelatore. Presidente, possiamo delineare un quadro dell’attuale situazione del Taranto Fc1927? Per quest’anno, dopo le note vicende legate all’iscrizione della squadra, che più parti hanno definito miracolosa, abbiamo costituito un gruppo di lavoro formato da tutti i soci e individuato un budget di spesa che ci potesse consentire di affrontare un campionato onorevole in serie D, magari con la possibilità di toglierci qualche soddisfazione.

Quali sono le scelte tecniche relative ai componenti della squadra? Abbiamo stabilito che la scelta dei giocatori deve restare nell’ambito della spesa individuata ed approvata da tutti i soci, nessuno escluso, e le conseguenti scelte tecniche sono state affidate al consulente tecnico della società Giuseppe Tambone che collabora in stretta sinergia con Antonio Borsci, direttore generale, da anni persona vicina ad Adriano Morales e ad altri componenti della società. Entrambi stanno valutando, congiuntamente all’allenatore Tommaso Napoli, gli atleti che dal 18 agosto hanno raggiunto il ritiro di San Giovanni in Fiore e riteniamo che nei prossimi giorni avremo indicazioni definitive sulla formazione della squadra. La copertura finanziaria può rappresentare, in questa fase, un motivo di riflessione per la società? Per quanto attiene la copertura del budget, lo stesso è stato individuato da tutti i soci in maniera tale che, qualora la previsione di spesa non fosse coperta da adeguate entrate, gli stessi soci sono già consapevoli che dovranno coprire quanto dovuto per onorare anche economicamente l’impegno preso con la città e la sua tifoseria. Tutto il resto mi sembra un esercizio retorico di dietrologia che non appartiene al nostro sodalizio. Come pensa, quindi, che si debba procedere? La nostra società non è nata con altri fini che non fossero quelli di conservare il calcio a Taranto attraverso l’iscrizione alla serie D nella scia derivata dalla costituzione della fondazione Taras.

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