27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00


TARANTO – Mai così male. In serie D. E nei bassifondi della classifica, quattro punti cinque partite. Per dire: Matera e MonosPolis (il “vecchio” Monopoli) sono a quota 13, in testa alla classifica. Poco più di mille spettatori sugli spalti dello Iacovone ridotto a cantiere; se non siamo al minimo storico, ci manca davvero poco. E’ l’eredità di Taranto-Sant’Antonio Abate 0-0, ultima domenica di un settembre più grigio che nero, per il calcio ionico. Al triplice fischio, alla delusione si sommava la rassegnazione tra quanti avevano deciso di concedere un’altra chance al Taranto ‘griffato’ Football Club 1927, guidato non si sa sino a quando dall’allenatore Tommaso Napoli.

“Nelle prossime ore valuteremo se apportare eventuali correzioni. E’ chiaro che adesso bisogna correre ai ripari. Le decisioni importanti, però, vanno ponderate e mai prese d’impulso” è il messaggio ai naviganti del presidente, Elisabetta Zelatore. “Chiediamo scusa alla città e ai tifosi, non ci aspettavamo di fare queste brutte figure. Nonostante tutto, siamo convinti che le potenzialità ci siano, dobbiamo solo avere solo un po’ di pazienza e fiducia” quelle del presidente onorario, Emanuele Papalia. Non ha cambiato il registro delle sue dichiarazioni Tonio Bon-giovanni, socio forte secondo la nomenklatura del nuovo corso calcistico made in Taranto: “Qualche nostro atleta dovrebbe calciatore recarsi a Lourdes, o a Fatima, per una benedizione. Ma non possiamo prendercela con nessuno, se non con noi stessi. Alcuni calciatori non hanno capito che indossano una maglia gloriosa, di una squadra che ha una storia e una tradizione. Ma la nostra pazienza ha un limite. Abbiamo le idee chiare, sappiamo come e dove muoverci. Distruggere è molto facile, dobbiamo stare uniti perché ricostruire, al contrario, è difficilissimo. Noi, come società, stiamo soffrendo tantissimo per quello che sul campo non sta succedendo”. Chi non ha capito il blasone della maglia, gettandola a terra dopo la sostituzione, è il diciottenne Zaccaro, multato e messo fuori rosa. Tommaso Napoli, da parte sua, è tornato a parlare dopo l’atipico silenzio stampa della settimana scorsa, per difendere il proprio lavoro: “Siamo in crescita. Normalmente nei primi 40 giorni di preparazione si fanno le amichevoli e una partita di Coppa Italia: nello stesso lasso di tempo noi abbiamo giocato sei partite di campionato. Non è un alibi, ma la realtà. Il pubblico ci ha fischiato? Ha il diritto di farlo”.

G.D.M.

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