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Maiuri, sì ma ad una condizione: “Pieroni vada via”

TARANTO – Giorni da Taranto. Dove il calcio è sempre un po’ melodramma. “Sono molto amareggiato” le parole con le quali s’è congedato iera sera, dopo una giornata lunga e caratterizzata da indiscrezioni e rumors, l’ormai ex allenatore rossoblu Tommaso Napoli. Ora, nella corsa alla successione, con Gilberto D’Ignazio a gestire l’interregno, il candidato principale è Enzo Maiuri, cuore rossoblu di provata fede, stimatissimo dalla tifoseria, buon curriculum da mister e più che disponibile a sedersi su una panchina che scotta. Come in ogni melodramma, però, c’è un ostacolo a fermare quella che parrebbe una storia d’amore perfetta.

Maiuri ha già incontrato i dirigenti-soci del Taranto Football Club 1927, ponendo una sola condizione per accettare un incarico tutt’altro che facile: recidere ogni legame, diretto ed indiretto, con Ermanno Pieroni, ex patron del fallito Taranto Calcio ai tempi della famigerata finale playoff per la B con il Catania, ed un passato in carcere per un altro crac, quello dell’Ancona. Per tornare al presente, Pieroni è l’uomo al quale il nuovo sodalizio post-D’Addario ha affidato le chiavi della costruzione della squadra poi affidata a Napoli (anche lui, del resto, scelto da Pieroni). I risultati – quattro punti in cinque partite, la disfatta di Bisceglie, il derby allo Iacovone perso con il Foggia – non stanno giocando esattamente a favore dell’ex patron, che su questa nuova esperienza in riva allo Ionio contava per tornare in pista nel mondo del calcio, dopo le batoste sportivo-giudiziarie tra Puglia e Marche. I tifosi, dal canto loro, hanno già scelto: no a Pieroni – posizione già esplicitata più volte dai supporters di curva e gradinata e, recentemente, dalla Fondazione Taras che pure ha una quota societaria nel Taranto Fc – e sì a Maiuri, anche perchè un suo approdo sulla panchina rossoblu vorrebbe dire estromissione di Pieroni dal Taranto. Una priorità, in questo momento, per il cuore pulsante della tifoseria.

Giovanni Di Meo