29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 08:31:58

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La squadra risponde alla società: “Ci rifaremo”


TARANTO – “Sì, con il Potenza è stata davvero una brutta figura. Ora possiamo fare solo una cosa, imparare dagli errori fatti. La squadra deve farsi perdonare, e lo sa, e per questo abbiamo iniziato a lavorare con lo spirito giusto e con la consapevolezza che non è più possibile sbagliare gare come quelle del Viviani”. Dopo il pesante j’accuse della società, che aveva stigmatizzato la mancanza d’impegno della squadra – con tanto di riposo annullato e allenamento ‘punitivo’ – la risposta dei calciatori passa dalle parole di Daniele Biondo e Raffaele Stigliano. “Siamo più sereni, rispetto a sabato sera – con i lucani si è giocato sabato pomeriggio, ndr – e questo ci aiuterà a preparare un match delicatissimo come quello col Campania.

Dobbiamo crederci perchè indossiamo una maglia importante e io, personalmente, sono felice di essere qui. E’ vero, a Taranto mi ha voluto mister Napoli perchè le mie caratteristiche si adattano meglio al 4-4-2, ma non ho nessun problema col 3-4-3 del nuovo tecnico Pettinicchio. L’importante è scendere in campo con giusta convinzione” ha dichiarato Biondo. A proposito di Tommaso Napoli: il presidente Elisabetta Zelatore ha rimarcato la sua presenza al Viviani, criticandola. “Non è stata molto elegante la sua presenza allo stadio a Potenza. A livello umano mister Napoli è una persona amabile, con cui è piacevole passare del tempo, ma non ho ritenuto opportuno che lui fosse sugli spalti. Poteva vedere la partita da casa, visto che c’era la diretta televisiva” le parole del dirigente tarantino. Non c’è spazio per le polemiche nelle dichiarazioni di Stigliano, che va a ruota rispetto a Biondo. “Credevamo che il peggio fosse alle spalle, invece dobbiamo ripartire per riconquistare credibilità. Siamo stati malissimo dopo la sconfitta di Potenza, tra l’altro davanti alle telecamere della Rai. Un brutta figura che vogliamo dimenticare in fretta. Proveremo a rispondere sul campo”.

Giovanni Di Meo

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