02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Dicembre 2021 alle 20:15:00


TARANTO – Come diciamo noi. O ve ne andate. E’ l’estrema sintesi della lettera-ultimatum inviata dal Comune al Taranto Fc. La questione è quella, manco a dirlo, dello stadio Erasmo Iacovone. O “Jacovone”, come in maniera clamorosamente sbagliata si legge nell’oggetto delle poche righe a firma dell’ingegner Gianrodolfo Di Bari. Un invito – un ordine, più che altro – a “firmare la convenzione nella mattinata del 18 dicembre, altrimenti verrà revocata la concessione dello stadio”. Insomma, o il sodalizio rossoblu accetta le condizioni del Comune (6.000 euro di canone per uno stadio privo di curva nord e con criticità innegabili, oltre ad un manto che di erboso non ha più nulla) o sarà sfratto.

Una linea durissima, decisamente diversa da quella più soft utilizzata quando al timone del calcio tarantino c’era Enzo D’Addario. “Sottoscriveremo la convenzione solo e soltanto quando lo stadio sarà in condizioni ottimali per far giocare i nostri ragazzi. Dallo Iacovone non vogliamo muoverci, lo stadio è un bene della città, non dei singoli amministratori” tuona il presidente del ‘nuovo’ Taranto, Elisabetta Zelatore. La posizione dell’ente civico, comunque, non appare proprio granitica. L’ing. Di Bari ha usato parole come pietre, mentre Enzo Di Gregorio, consigliere delegato allo sport, ieri mattina era stato decisamente più conciliante. “La società ci ha informato che non intende presentarsi, perchè prima vuole che si faccia un sopralluogo all’interno dell’impianto. A mio modo di vedere, si sta facendo una polemica francamente inutile, perchè l’intenzione è quella di remare tutti dalla stessa parte. Vogliamo trovare una soluzione” il suo commento dopo il forfait del club, in occasione della convocazione per la firma della convenzione. Tra i tifosi, la rabbia per la situazione cresce, e parecchio, almeno quanto la preoccupazione per dover rivivere l’incubo dell’emigrazione a Castellaneta, già patita in un passato mai dimenticato. Ad ospitare i rossoblu, se la situazione dovesse degenerare con l’addio forzato all’ex Salinella, potrebbe essere Ginosa, nuova destinazione di calciatori e tifosi. Un ulteriore tassello nel momento drammatico, praticamente in ogni campo, che si vive nella nostra città.

Giovanni Di Meo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche