06 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Dicembre 2021 alle 07:14:52

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IACOVONE, C’E’ IL DOSSIER


TARANTO – Un lavoro imponente, che mette in evidenza le ‘particolarità’ della vicenda politico-sportiva che ruota attorno allo stadio Erasmo Iacovone. E’ quello fatto, e messo in rete, dalla Fondazione Taras. Il trust dei tifosi ionici spiega, numeri alla mano, come di fatto il Taranto Fc sia ‘tartassato’ dal Comune, sia rispetto ad altre realtà del campionato, sia rispetto al vecchio Taranto, quello di Enzo D’Addario, poi portato al fallimento. “La condizione di degrado dello Iacovone, considerata anche l’entità del canone richiesto dall’Amministrazione Comunale, ci ha spinto a guardare cosa succede lontano dai due mari, sicuri che altre soluzioni sono possibili” dicono dalla Fondazione, in prima linea sul caso stadio.

“E’ arrivato il momento di superare situazioni che si protraggono da troppo tempo e che, conti e situazione alla mano, non hanno portato a grandi risultati. Occorre studiare una soluzione che assicuri in primis, per rispetto ai tifosi che siedono su quei gradoni, un ritorno al decoro per il tempio del nostro tifo, uno dei pochissimi luoghi di ritrovo rimasti nella nostra città. Occorre una soluzione che permetta al Taranto FC di usufruire di un impianto funzionale, con un terreno di gioco degno di tale nome e non con una vasca di fango pericolosissima per i muscoli e le gambe dei nostri ragazzi, e che permetta al Comune di incassare un canone equo, in linea con quanto accade altrove. Curiosando tra le squadre del nostro girone ci siamo accorti che in diverse realtà (vedere Bisceglie, Trani, Monopoli, Matera) la gestione degli stadi (manutenzione ordinaria compresa) è in mano alle società che ricevono un contributo dal Comune (a Bisceglie 120.000 euro all’anno) e che possono lavorare per far fruttare economicamente gli impianti. In altre piazze invece la manutenzione ordinaria è in mano alle Amministrazioni Comunali (come a Taranto) e le società sportive pagano un canone. La differenza è che questo canone, a fronte di impianti in condizioni decisamente migliori del nostro Iacovone, sono sensibilmente più bassi ed in linea con gli incassi che una categoria come la D può assicurare”. Cosa accade, quindi, nelle altre piazze della serie D? “Il Brindisi, per un impianto in buone condizioni, paga: 5.950 iva compresa per le 17 partite casalinghe più 12.000 per 5 allenamenti a settimana per 10 mesi. Sempre che gli allenamenti si svolgano al Fanuzzi e non in altri campi comunali (dove le tariffe sono di 16 euro l’ora e non 60). A Bisceglie con la determinazione 195, a settembre di quest’anno, il Comune ha concesso la gestione dello stadio al Bisceglie Calcio che provvederà alla manutenzione ordinaria dello stadio ed alla gestione della sicurezza degli eventi sportivi. Il tutto a fronte di un corrispettivo di 120.000 euro da parte del Comune in favore del Bisceglie calcio. Il Comune s’impegna inoltre ad eseguire lavori sulla nuova gradinata del settore ospiti e quelli di adeguamento degli spogliatoi”. “Anche a Monopoli” continua il dossier-Taras “è stata siglata una convenzione nel mese di settembre. Come a Bisceglie, il Monospolis s’impegna a gestire lo stadio (manutenzione ordinaria compresa) a fronte di un contributo comunale di circa 70.000 euro”. A Francavilla sul Sinni “pagano 8.000 euro annui per la concessione d’uso del loro impianto”. A Trani, “Il Comune ha fatto un bando per assegnare la gestione dello stadio. Il bando l’ha vinto una polisportiva (non la Fortis Trani). Il vincitore del bando riceve un contributo di 100.000 euro all’anno dal Comune per tre anni. A lui spetta anche la manutenzione ordinaria ma in compenso, oltre al contributo comunale, può utilizzare l’impianto a scopo di lucro (è in fase d’allestimento una palestra a pagamento all’interno della struttura, per esempio). Il vincitore del bando aveva chiesto alla Fortis Trani 300 euro per partita e 100 euro per allenamento. Il presidente del Trani si è opposto con vigore ed alla fine sono riusciti a trovare un accordo i cui termini non siamo riusciti a trovare”. Ancora: “La Battipagliese, per un impianto in buone condizioni, paga 4.250 iva compresa per le 17 partite casalinghe più circa 8.000 per 5 allenamenti a settimana per 10 mesi. A Matera, la società calcistica dovrebbe gestire e provvedere alla manutenzione del campo a fronte di un contributo comunale di circa 75000 euro (dato aggiornato al 2010).

G.D.M.

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