30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 21:47:00

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Taranto, discesa senza fine: dalla B alla D


 

Prima la vittoria sul campo, con più punti ‘veri’ della Ternana. Poi la sentenza del Tar, che sentenza non era ma burla, scherzo di pessimo gusto fatto a chi s’è poi improvvisato dispensatore di verità.

 

E’ salito in B due volte, il Taranto, in questo 2012 che davvero resterà indimenticabile nella pur travagliata storia della città più grande d’Europa tra quelle che non sono mai state in serie A.

 

E’ salito due volte in B, ma oggi gioca nei Dilettanti, e deve arrendersi – nell’ultima partita di quest’anno che è diventato davvero maledetto con l’addio al piccolo grande Francesco – all’Ischia Isola verde, padrona dello Iacovone e di questo scalcagnato campionato che una volta di chiamava Interregionale.

 

Lo spartiacque dell’anno nero è il 6 agosto, quando il Taranto Football Club 1927 raccoglie ufficialmente il testimone dell’As Taranto Calcio e viene iscritto al campionato di serie D girone H, sulla base del Lodo Petrucci. Qualche settimana prima, il 30 giugno, Enzo D’Addario aveva staccato la spina alla sua agonizzante società, sancendo l’addio al calcio professionistico, con la rinuncia a presentare la domanda di iscrizione alla Lega Pro Prima Divisione.

La squadra guidata da Davide Dionigi aveva chiuso il campionato a 63 punti, due in meno della Ternana neo promossa. In realtà, però, la formazione ionica di punti ne aveva raccolti 70, ma sei le erano stati tolti per le inandempienze economiche ed uno per responsabilità presunta nel caso calcioscommesse. Insomma, i calciatori erano stati penalizzati perchè non avevano preso lo stipendio e perchè altri avevano guadagnato puntando sulla loro vittoria con il Benevento, la stagione precedente. Paradossi d’Italia. Persa in questa maniera la promozione diretta, i rossoblu hanno poi visto sfuggire la serie B nello stesso modo in cui era già successo con Catania, Avellino, Ancona e Atletico Roma: ai playoff.

 

In semifinale la sconfitta arriva ad opera dei volenterosi ragazzini della Pro Vercelli: 2-1 al Piola il 20 maggio, 0-0 allo Iacovone il 27. Solite lacrime, ed il primato di cinque spareggi persi in dieci anni. Stavolta, però, tutti sanno che la mancata promozione porterà anche alla sparizione del club, come successo dodici mesi prima ai rivali dell’odiata Salernitana.

 

Ma se in Campania arriva Lotito a far rinascere il Salerno Calcio, oggi una sorta di Lazio B, a Taranto c’è spazio per un ultimo momento calcistico-teatrale assolutamente grottesco. Il 28 giugno le agenzie di stampa nazionali riprendono la notizia, uscita nel pomeriggio, dell’accoglimento del ricorso al Tar Lazio presentato dall’avv. Nicola Russo, con annullamento del -6, conseguente primo posto e promozione d’ufficio.

 

In città si vive una festa attesa vent’anni, con canonici bagni nella fontana di piazza Ebalia e caroselli di auto. Peccato fosse tutto finto, dal pronunciamento dei giudici amministrativi alla promozione alla sopravvivenza dell’As Taranto. Il resto è storia recente. Alla fine del girone d’andata, il Taranto Fc ha già cambiato allenatore – da Napoli a Pettinicchio, il 4 ottobre – e raccolto 18 punti in 17 partite, che valgono il quart’ultimo posto nel girone. Si riparte il 6 gennaio 2013, con la sfida interna al Fortis Trani fanalino di coda. Più spareggio salvezza di così non si può.

 

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