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L’influenza riempie l’infermeria del Taranto


 

Angelo Maraglino & Giovanni Costantino, numero 1 e numero 12, portiere titolare e di riserva. Accomunati dal ruolo e da un’influenza che rischia di mettere in crisi l’allenatore del Taranto Pettinicchio, costretto a fare i conti con il rischio forfait in un ruolo tanto importante quanto delicato. Domenica, infatti, si torna in campo, con la prima partita del girone di ritorno, allo Iacovone con il Trani. Al giro di boa il Taranto è quart’ultimo in classifica, con 18 punti in 17 partite.

 

La sconfitta con l’Ischia, ultima gara dell’anno, è stato il terzo risultato negativo nelle ultime quattro uscite. Invertire la rotta, quindi, è un’esigenza inderogabile, per allontare il fondo della classifica in questa stagione travagliata e caratterizzata anche – non per la prima volta – dalla complicata querelle stadio.

“Chiediamo una linea chiara da parte dell’amministrazione comunale, dalla quale sono arrivati segnali contrastanti” è la linea del Taranto, espressa tramite il presidente Elisabetta Zelatore che ieri, ha vissuto una giornata di contatti con l’ente civico. Il quale è passato dall’ultimatum con minaccia dello sfratto alla linea morbida con riduzione delle pretese al fax con richiesta degli arretrati tutti e subito, il tutto mixato con dichiarazioni spesso in contrasto tra loro e l’erba dello stadio che intanto diventa impraticabile.

 

La curva nord è inagibile, mentre un corto circuito ad una presa elettrica ha evidenziato l’emergenza dei lavori di adeguamento e di ristrutturazione dello stadio già in programma ma non effettuati. Il cattivo odore ha catturato l’attenzione dei giocatori e del personale che in quel momento era nello stadio. La presa andata in fumo era quella degli spogliatoi degli ospiti. In quel momento lì dentro non c’era nessuno. Sono stati gli stessi giocatori ad intervenire ed a chiamare immediatamente i tecnici del Comune. Dal quale si attendono risposte chiare e richieste precise, per provare a chiudere almeno per ora una vicenda infinita e che come una maledizione pare destinata ad accompagnare il calcio rossoblu in tutte le sue varie incarnazioni, dalla Taranto Sport all’As Taranto Calcio al Taranto Fc 1927.

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