30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 21:47:00

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La squadra non si schiera. Bocche cucite


La squadra non si schiera (o prova a non farlo). I tifosi (almeno quelli della Fondazione Taras) invece dovranno farlo per forza, il prossimo 4 febbraio, quando il loro voto potrebbe essere decisivo per la formazione di un nuovo assetto societario in occasione della riunione del consiglio d’amministrazione del Taranto Fc 1927 – o di quello che ne rimane, dopo qualche mese di vita. “Squadra e staff tecnico, a seguito di una riunione congiunta svoltasi nel pomeriggio di lunedì, hanno deciso di rimanere in silenzio stampa sino al 4 febbraio.

 

Come già espresso dopo la sfida col Bisceglie, i tesserati intendono rimanere concentrati solamente sul campo e non intervenire in questioni societarie che non sono di loro competenza”. Così si legge in una nota sul sito ufficiale del club. Proprio la squadra è l’unica nota lieta; dopo il blitz a Foggia, il successo casalingo con il Bisceglie ha certificato la ritrovata competitività del gruppo messo a disposizione (da chi?) di mister Giacomo Pettinicchio. Ma a Taranto gioire per una vittoria è esercizio difficile. Eppure, tra i tifosi più che rabbia c’è un’amara ironia, nel commentare quanto accaduto nella sala stampa dello Iacovone.

Il diverbio con tanto di chiosa dialettale Pellegrini-Saracino-Zelatore-Bongiovanni ha fatto il giro del web, travalicando i confini tarantini e del calcio dilettantistico. “Uno spettacolo indecoroso, da cancellare al più presto” lo definisce l’associazione di promozione sociale Fondazione Taras 706 a.C.

 

“Sottolineando la più completa estraneità rispetto ai fatti che hanno generato un tale scivolamento di toni, la Fondazione Taras, in qualità di socio della società sportiva Taranto F.C. 1927, esprime la piena e dolorosa condanna verso uno spettacolo indecoroso, che ha provocato un caduta di immagine rovinosa per il club. Il clima di incertezza che sta caratterizzando l’attuale fase societaria non può giustificare scene come quella di ieri. Il rispetto dei ruoli e della dignità delle persone, il cui fondamento va ben oltre le norme espresse nello Statuto societario ed attinge, piuttosto, a principi di buona educazione e di condotta morale, non deve essere pregiudicato da crociate personali o da rancori irrisolti. La Fondazione Taras confida che tutte le componenti societarie ricordino lo sforzo compiuto per ridare slancio alla storia calcistica tarantina, vero patrimonio da difendere; auspica, pertanto, che tutte le parti in causa, facendo appello al senso di responsabilità che le contraddistin-gue, sappiano trovare il modo di restituire a quella storia il rispetto che essa pretende e merita. E’ necessario che la prossima Assemblea dei Soci partorisca soluzioni stabili e affidabili”. 

 

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