18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06


Nuovo capitolo. Dopo il caos di domenica, con il parapiglia tra il direttore generale Pellegrini, l’addetto stampa (ex) Gianni Saracino, il presidente Elisabetta Zelatore ed il socio Tonio Bongiovanni, la vicenda Taranto Fc 1927 si arricchisce di un ulteriore tassello.

 

La nota di ieri pomeriggio di Pellegrini, infatti, rappresenta un caso di dimissioni decisamente particolare. Perchè si tratta di dimissioni non a effetto immediato, nè irrevocabili, anzi: dopo le scuse, il prossimo ex dg annuncia infatti che “appena dopo la fine della gara di Sant’Antonio Abate, provvederò a rimettere il mio mandato di direttore generale nelle mani del nuovo cda e del presidente designato a reggere le sorti della società, per consentire agli stessi, di poter effettuare una scelta libera sulla figura che dovrà gestire l’aspetto tecnico della squadra, in quanto la mia scelta era stata fatta dal presidente Elisabetta Zelatore, che comunque ringrazio per l’opportunità che mi ha concesso”.

Insomma, l’addio dell’ex team manager dell’era Blasi potrebbe durare 24 ore, dalla domenica (dopo la partita) al lunedì (dopo il consiglio di amministrazione). Pellegrini, che si accinge a diventare quindi l’ex dg rossoblu ma potrebbe tornare in sella a stretto giro, aggiunge: “Lascio comunque con la coscienza in ordine e nella consapevolezza di aver ridato onore ed orgoglio a questa maglia”.

 

Parole che paiono stridere con le scene del post-Bisceglie che hanno fatto il giro d’Italia, sbarcando sui siti internet dei principali quotidiani nazionali. Non a caso la Fondazione Taras l’ha definito “uno spettacolo indecoroso, da cancellare al più presto”, mentre Fabrizio Nardoni ha specificato che “nel prossimo incontro dell’assemblea dei soci, le questioni che attengono più precisamente gli impegni economici da sostenere e onorare e il progetto di rilancio di una squadra, che per storia e tifoseria merita il massimo rispetto, saranno vagliate spero con maggiore serenità e senso etico, lasciando fuori la porta eventuali personalismi sterili e ripicche, dando prova, così, di pragmatismo e reale disponibilità al sostegno concreto della squadra e del suo apparato tecnico-tattico”.

 

“Non è questa la società che la città di Taranto e i suoi tifosi meritano. Troppe in questi anni sono state le mortificazioni che come appassionati di calcio rossoblù abbiamo dovuto subire che anche soltanto un altro ‘cattivo esempio’ o ‘episodio increscioso’ rischiano di creare disaffezione e scoramento. Sentimenti di cui questa città non ha assolutamente bisogno” le parole di quello che potrebbe diventare il prossimo presidente.
G.D.M.

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