14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 08:15:36

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Tra Nardoni e Zelatore ora è guerra di comunicati


‘Ecumenico’ uno, aggressiva l’altra. Un passaggio di consegne non indolore, quello tra il nuovo presidente del Taranto, Fabrizio Nardoni, e la sua predecessore, Elisabetta Zelatore.

 

Basta leggere la nota di insediamento dell’uno e quella d’addio dell’altra. “L’idea di bene collettivo del nostro calcio segna la grande svolta che ha contraddistinto la storia recente di una società così importante. Una idea che deve avere la forza di proseguire ed affermarsi. Per questo mi sento onorato dell’incarico che d’ora in avanti svolgerò al massimo delle mie forze, consapevole di una responsabilità che cammina sulle mie gambe ma muove il sentimento e la passione di centinaia di soci e tifosi e che proprio per questo merita tutela e rispetto. Sarò il Presidente di questa squadra, ma soprattutto sarò il garante di un percorso che dovrà riportare il nome della squadra e della città che rappresenta tra le esperienze virtuose e nel ghota del calcio che conta e che fa parlare di se soprattutto per il gioco che esprime e non per le tormentate vicende di chi ne amministra le sorti. Al Presidente uscente Elisabetta Zelatore il ringraziamento per aver condotto sin qui con dedizione e impegno questa esperienza e avermi riportato alla memoria il grande amore che nutro per questi colori”.

“Impegno confermato, dunque, per un gruppo – dice Nardoni – che ha saputo ripristinare un clima di grande coesione e sicurezza attorno alla squadra e alla società rendendosi così protagonista di una fase due che dovrà essere all’altezza dei meriti sportivi che in questo momento sul campo siamo in grado di testimoniare. La forza – tiene a precisare il nuovo Presidente – è dunque nel collettivo e nelle garanzie che ha saputo dare. Tanto che l’assemblea ha deciso all’unanimità di ricapitalizzare il suo impegno economico, aumentando il capitale sociale a 800mila euro. Messo al sicuro il cammino in campionato l’Assemblea dei soci ha inoltre fortificato lo spirito collettivo dell’impresa allargando il consiglio di amministrazione dai precedenti 6 componenti agli attuali 9. Insieme a Nardoni, Mongelli, Nardelli, Casciaro, Semeraro e Graniglia, faranno parte del cda anche Corrado Naccari, Mario Petrelli e Michele Conte. Non hanno preso parte all’assemblea i soci Zelatore e Bongiovanni”.

 

Che si erano precedentemente smarcati con una nota al veleno. “In relazione alle vicende delle ultime settimane culminate – dopo le dimissioni dell’intero Consiglio di Amministrazione della SSD Taranto FC 1927 formulate in data 23.01.2013 – con l’evidente sfiducia al Presidente e con il conseguente isolamento della medesima da parte di quasi tutti i soci e dello staff tecnico, così come registrato anche nel corso della conferenza del dopo partita Taranto-Bisceglie (episodi e comportamenti per i quali, peraltro, ad oggi non sono pervenute giustificazioni da parte di alcuno), sono stata indotta a svolgere alcune riflessioni su una situazione societaria che, negli ultimi tempi, ha registrato la conflittualità tra alcuni soci ed il Presidente del CdA. Da tutto ciò emerge una lettura attuale in cui, ragionevolmente, il conflitto appare premeditatamente orchestrato ed alimentato da settimane da coloro che da circa due mesi lavoravano per definire scenari e governance societarie diverse destabilizzando, forse inconsapevolmente, la normale vita societaria. Tanto è confermato, oltre che da accelerazioni polemiche apparentemente ingiustificabili rispetto alla materia del contendere anche dall’intervista del 23.01.2013 pubblicata su diversi organi di stampa ad un imprenditore esponente della sanità barese; imprenditore, quest’ultimo, già contattato da alcuni rappresentanti della “nuova maggioranza” ad inizio di dicembre 2012 per coinvolgerlo nella SSD Taranto FC 1927 arl, in maniera chiaramente alternativa ai soci Bongiovanni e Zelatore che su tale coinvolgimento, già nell’estate scorsa, avevano chiarito la propria posizione. Alla luce di tutto quanto accaduto la sottoscritta ed il socio Antonio Bongiovanni saremo, come per la verità volevamo esserlo sin dal primo momento di costituzione di questo gruppo societario, solo ed unicamente due soci”.

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