27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 17:59:00

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Zelatore e Pellegrini. La verità del mister Giacomo Pettinicchio


TARANTO – A tutto campo. Il Taranto ritrova la parola, dopo il caos societario. E Giacomo Pettinicchio, l’allenatore rossoblu, ha “raccontato tutto” sulla sua squadra. DOMENICA NIENTE CAMPIONATO “Questo sosta non ci voleva. Non è mai positivo quando si va a spezzare il ritmo a una squadra che viaggia spedita. In ogni caso, ci alleneremo con intensità per tutta la settimana e anche il testa in famiglia di domenica pomeriggio sarà di 90 minuti”. E FORSE NEPPURE TRA DUE SETTIMANE “Alessandro Gatto è un elemento fondamentale per il nostro gioco.

Se la Rappresentativa di Serie D dovesse andare avanti al torneo di Viareggio, saremo costretti a chiedere il rinvio del match con la Battipagliese. Che non va sottovalutata, pure se ha perso 1-5 con il Foggia”. CAMMINO IN DISCESA “Calendario più agevole? Ho chiesto ai ragazzi di non abbassare mai la guardia, perchè in serie D puoi vincere contro la prima e perdere malamente contro l’ultima. Dobbiamo continuare a lavorare per migliorare nell’approccio in trasferta, far crescere in tranquillità i giovani, essere convinti delle nostre forze, capire che siamo una squadra forte”. IL MIO BILANCIO “Dal mio primo giorno a oggi, di fatti ne sono accaduti tanti… è cambiata quasi tutta la squadra, c’è un nuovo presidente. Ma abbiamo posto le basi per un futuro solido”. LO SCONTRO IN SOCIETA’ “Non ce ne siamo mai interessati. Ci siamo isolati, tenendo fuori dallo spogliatoio tutte le polemiche. Abbiamo solo pensato a giocare. E, va detto, non ci siamo mai sentiti abbandonati”. LA LITE PELLEGRINI-ZELATORE “Non entro nel merito: tutti, del resto, hanno visto quello che è accaduto. Pellegrini lo conosco da anni, ed è una persona perbene. Ha sbagliato, ma ha chiesto scusa. Mi auguro che il prossimo consiglio d’amministrazione rigetti le sue dimissioni; per noi è parte del gruppo, ormai. Se oggi sono e siamo qui, poi, lo dobbiamo anche agli sforzi e ai sacrifici della Zelatore, che voglio ringraziare, come voglio ringraziare Tonio Bongiovanni”. 35 ANNI SENZA IACOVONE “Nonostante siano passati tanti anni, resta un mito per la nostra città, ed un grande rimpianto. Quando entriamo nel ‘suo’ stadio ci rendiamo conto di quanto la gente lo abbia amato, e di come continuiamo ad aggrapparci al suo ricordo”. G.D.M.

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