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Gatto e Catalano. Le due facce del Taranto che crede nella risalita


Vanni Catalano ed Alessandro Gatto. I due volti di un Taranto che vuole salire ancora, e che ancora non ha ben chiaro dove possa arrivare.

 

Il centrocampista barese un’idea ce l’ha: i playoff. Che in serie D non assicurano la promozione – quella è appannaggio solo del primo posto: e peccato aver accumulato un gap enorme con l’Ischia…- ma fanno scalare la speciale classifica delle papabili per un (eventuale) ripescaggio. «Perchè non provarci?» (si) chiede Vanni Catalano.

 

«Lottiamo per tenere a debita distanza la zona calda della classifica, ma si deve sempre puntare sempre all’obiettivo più alto. E la squadra non ha ancora smesso di crescere». Dopo un periodo ‘grigio’, Catalano – paradossalmente, uno di quelli della vecchia guardia, in questa stagione che ha visto il Taranto cambiare faccia in corso d’opera – sta cercando di trovari nuovi spazi nella formazione di mister Giacomo Pettinicchio.

«Sono stato condizionato dall’infortunio che ancora oggi non mi fa ‘sentire’ al massimo. A volte provo dolore, ma il peggio è alle spalle. Soprattutto, avverto fiducia nei miei confronti. Quando si riparte da zero, e si ha poco tempo a disposizione, il rischio è quello di farsi male.
Ed è quello che è capitato a noi nei primi mesi di campionato. L’arrivo di Pettinicchio e il mercato non hanno fatto altro che giovare al gruppo, che con il passare delle settimane si è cementato sempre più. Adesso si lavora con più fiducia, anche se le pressioni in una piazza come Taranto non mancano mai. Il futuro? Il mio cartellino è di proprietà del Bari, ma non nego che mi piacerebbe restare, magari ancora un anno».

 

Più vicino è il futuro che vedrà la squadra rossoblu ospite della Puteolana: «Una squadra aggressiva, che in casa sa farsi rispettare. Troveremo un ambiente molto caldo, come tutti quelli della Campania; dovremo essere bravi a non perdere la concentrazione».

 

Diverso lo stato d’animo che si ritrova a vivere l’attaccante tarantino Alessandro Gatto.

 

Strappo di due centimetri al flessore della coscia sinistra è il verdetto della seconda ecografia sull’infortunio rimediato al Torneo di Viareggio, nel corso del match con la Reggina in cui ha indossato la casacca della Rappresentativa di serie D. Lo stop dovrebbe essere di circa quaranta giorni. Una brutta tegola, la speranza era che si trattasse solo di un’elongazione. Il ragazzo dovrebbe essere disponibile nel rush finale del campionato. Contribuendo alla risalita.

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