17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 19:23:30

Calcio

Muro: Taranto è nel cuore ma domenica voglio vincere

Domenica arriva per la prima volta come avversario dei rossoblù


Domenica tornerà per la prima volta come ex e due anni in rossoblù a cavallo tra il 1991 ed il 1993 non si possono di certo dimenticare.

Ciro Muro, da quest’anno al timone del Mariano Keller e napoletano doc, è pronto a commuoversi a rimettere piede allo “Iacovone” e non nasconde la sua emozione:

“Taranto è una città che porto sempre nel cuore, sono quattordici anni che vado in vacanza dalle parti di Gallipoli e passo sempre dal casello autostradale per poi transitare davanti allo stadio e prendere un caffé lì vicino, mi emoziono sempre quando rivedo il lungomare e la gente, se fosse per me tornerei anche domani ad allenare da voi. Ho fatto due anni bellissimi, unico cruccio è che noi giocatori fummo accusati di aver fatto fallire la società, questo posso smentirlo con piena certezza, furono purtroppo ben altre le questioni e si sa bene che andò molto diversamente”.

Mariano Keller, una società che valorizza molto i giovani, lei ha lanciato il fratello di Lorenzo Insigne nelle giovanili del Napoli.
“Abbiamo acquisito il titolo di un comune vicino e la dirigenza lavora molto in tal senso, organizza annualmente raduni cui invita osservatori delle principali società professionistiche e giriamo loro una decina di nostri talenti ogni stagione. L’obiettivo è arrivare entro un triennio in Lega Pro, abbiamo la scuola calcio e tutte le categorie giovanili cui teniamo molto. Prima di allenare questa squadra ho lavorato a lungo nel settore giovanile del Napoli svezzando molti talenti tra cui il fratello di Insigne, la Campania da sempre è fucina di grandi talenti, su tutti cito Caccia, Baiano, Di Natale e Montella”.

Sabato scorso ha sconfitto il Monopoli, altra sua ex squadra, verrete per vincere quindi?
“Non é facile! Il Taranto ha un signor organico che non scopro certo io, può contare su gente come Clemente, Balistreri, Carloto, Ciarcià e Vivacqua, credo che assieme ai biancoverdi ed al Matera se la giocherà per la vittoria finale. I tifosi monopolitani mi hanno omaggiato, a distanza di trent’anni, con uno striscione, spero che anche quelli rossoblù si ricordino di me, io li amo ancora tanto e li porto sempre nel cuore”.

Tornando al suo biennio da calciatore, quel fallimento di vent’anni addietro le pesa ancora?
“Purtroppo si ed aggiungo che eravamo in ritiro a Gubbio quando il tecnico Varrella decise di sciogliere il gruppo visto che l’albergo non risultava pagato e quindi rimanemmo tutti d’accordo che ci saremmo rivisti due giorni dopo. Arrivai a casa e sentii in televisione che la società era stata estromessa da tutti i campionati assieme ad altre come Ternana, Messina, Casertana e Catania, rimasi di sasso, avevo firmato pochi mesi prima un triennale e pur non avendo riscosso stipendi per sei mesi avevo sempre dato l’anima in campo”.

Tanti tecnici, ma Giuseppe Caramanno resta il suo maestro?
“Una persona vera e schietta che mi disciplinò tatticamente, ricordo che alla fine di quel campionato mi disse che sarei tornato in serie A, ci siamo rivisti tre anni fa e ci siamo abbracciati calorosamente, diede al Taranto un gioco vero e di personalità, con quella squadra, tolti alcuni elementi secondo me inadatti per la categoria, potevamo fare sicuramente bene e mantenere senza problemi la serie B. Peccato davvero, quella squadra, eccezion fatta per alcuni elementi a mio parere inadatti per la categoria, poteva ambire a ben altro”.

Domenica puntate a vincere quindi?
“Noi giochiamo sempre per vincere, abbiamo sconfitto il Monopoli che é una signora squadra e vogliamo ovviamente toglierci altre soddisfazioni, siamo anche stati penalizzati per una vicenda relativa alla vecchia società e quindi ulteriormente “incazzati” sportivamente parlando. Spero che i tifosi mi accolgano con affetto così come io saluterò con altrettanta stima loro, auguro al Taranto le migliori fortune e di tornare dove gli compete, ma a partire da lunedì”.
 

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