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Angelo Antonazzo punta forte sul Taranto: ancora in corsa

Oggi è in forza alla Casertana in Seconda Divisione e punta a timbrare l’approdo nella nuova Lega Pro unificata che scatterà nella prossima stagione.

Originario di Pulsano e residente a Grottaglie, una vita spesa in serie B con le maglie di Empoli, Ascoli, Modena, Bologna, Reggina, Grosseto e Frosinone, oltre a due ottime stagioni in rossoblù in Prima Divisione, Angelo Antonazzo è sempre legatissimo sia al Taranto che ai biancazzurri della sua città di adozione.


Allora Antonazzo, come si trova nella città della Reggia?
“Bel posto, ambiente passionale come quello tarantino e tifoseria calorosa che vive quotidianamente di calcio. Mi trovo in una piazza che è tornata nei professionisti dopo tre lustri difficili, ho trovato un’ottima dirigenza costituita da persone serie e cristalline, sono contento della scelta fatta. Stiamo facendo bene, anche se questo campionato è molto particolare visto che saranno solo nove i posti disponibili in vista della riforma”.

Una Lega Pro molto atipica quest’anno, che ne pensa?
“Concordo pienamente, visto che in Prima Divisione, non essendoci retrocessioni, si lavora nell’ottica dei giovani e del minutaggio, mentre in Seconda la concorrenza è agguerritissima, visto che con soli otto posti sicuri ed uno che uscirà da una lunga serie di spareggi sarà una battaglia all’ultimo sangue”.

Un parere sul Taranto, ce la può fare a risalire?
“Il momento difficile è passato, sette punti in tre partite e potevano anche essere nove se non si fossero sciupati i due contro la Puteolana nel recupero sono sicuramente un ottimo bottino, poi non mi sembra che il Marcianise sia così forte da arrivare primo, idem le altre campane. Alla lunga i valori escono sempre fuori, quindi sono sicuro che i rossoblù se la giocheranno alla pari di Matera e Monospolis, sebbene col mercato riaperto il mese prossimo cambieranno molte situazioni in corsa”.

Genero dell’ex allenatore del Grottaglie Dino Orlando, come vede questa difficile situazione nella sua città di adozione?
“Non sono molto ottimista ed a vederla non si può certo stare sereni, è dal dopo Fiorino che questa società non trova tranquillità, ci sono stati troppi interessi personali da parte di chi è subentrato in seguito. Sarà durissima ottenere la permanenza in categoria, a meno che non ci sia un grosso intervento in sede di mercato con l’apporto di un budget adeguato”.

Ha affrontato il Martina ad inizio stagione, i biancazzurri possono arrivare tra le prime otto?
“Difficile dirlo adesso, è un campionato anomalo come ho avuto modo di rimarcare e quindi sarà una battaglia durissima fino alla fine. Mi è sembrata una buona squadra con ottimi elementi, ma sono quasi tutti giovani ed inesperti della categoria, anche se in avanti hanno qualcuno che può fare la differenza. Spero che l’anno venturo la Puglia abbia Taranto, Foggia, Martina Franca e Barletta tutte insieme in questo nuovo campionato unificato, sono tutte piazze importanti che meritano calcio d’elite”.

Ha dimenticato la Casertana…
“Anche noi ovviamente vogliamo arrivarci, in classifica stiamo bene e dobbiamo restare ai vertici, basta scorrere i nomi delle piazze per capire che un errore può costare carissimo visto che ci sono Messina, Cosenza, Lamezia, Sorrento e la stessa Foggia tra le altre, senza dimenticare anche Teramo, Ischia e Chieti che hanno buone squadre”.

Il cuore quindi è sempre rossoblù giusto?
“Come posso fare a non amare il Taranto? Sono originario di Pulsano, ho una scuola calcio a Leporano e quindi tutti sanno quanto ho a cuore i rossoblù e l’amarezza per le due semifinali playoff perse in modo assurdo contro Atletico Roma e Pro Vercelli. L’organico è forte e sono sicuro che nel mercato di dicembre mister Papagni avrà a disposizione rinforzi di qualità per migliorare una rosa già di per sè molto valida ed anche sprecata per questa categoria, quindi sono molto fiducioso”.

E sul Grottaglie?
“Ci sono molti ex del Taranto che sono titolari nella prima squadra e sono sicuro che sapranno dire la loro, ma come ho rimarcato servirà apportare dei cambiamenti radicali in seno alla società, altrimenti diventerà difficile riuscire a salvare la categoria e dopo il ripescaggio di agosto non ce ne sarà un altro, quindi o si conquista la permanenza sul campo o purtroppo un ciclo si chiuderà.
Mi auguro ovviamente di no, visto che amo tantissimo anche la maglia biancazzurra, ma servirà un drastico cambio di rotta”.