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Vittorio Insanguine, cuore a metà

Il doppio ex, ancora amatissimo anche dalla curva nord dello "Iacovone", illustra la sfida di domenica in modo schietto e conciso dalla sua Monopoli.

"Il calcio odierno è totalmente cambiato rispetto a quando ero ragazzo (oggi ha 46 anni, ndr) visto che non c'è più il classico presidente come potevano essere Fasano o il compianto Carelli che investivano esclusivamente di tasca loro e quindi essendoci anche sei-sette soci di maggioranza si assumono questi atteggiamenti di facciata in cui si lascia libero arbitrio sia ai tifosi che nello scegliere in positivo o negativo ogni situazione”.

A parlare è Vittorio Insanguine.


Da doppio ex come vede questo derby?
"Sicuramente chi ha molto da perdere è proprio la compagine della mia città visto che un'eventuale nuova sconfitta comporterebbe un radicale ridimensionamento dell'organico nel mercato di dicembre, stante il fatto che hanno 26 elementi in rosa e la stessa dirigenza ha detto esplicitamente che bisognerà sfoltire molto. Il Taranto come rosa è sicuramente più forte, sarà una partita ricca di insidie da ambo le parti, non tiferò per nessuna delle due, sono legatissimo per ovvi motivi ad entrambe".

Il calcio odierno è in mano agli ultrà?
"Sicuramente le società hanno dei rapporti molto stretti con i tifosi e questi ultimi da par loro si sentono a loro volta tutelati, ma è lo specchio dei tempi odierni ed è inutile dilungarsi troppo. Ripeto, non c'è più l'imprenditore unico che investe da solo, le società attuali hanno diversi soci di maggioranza che investono e decidono senza mezzi termini, basta un risultato negativo e l'allenatore viene subito messo in discussione, tre sconfitte di fila e scatta l'esonero immediato, questo è il chiaro risvolto di tutto e non necessita di ulteriori commenti".

Ci sono episodi che lasciano il segno, come quello di Nocera, prima ancora di Monopoli…
"In primis non avallo assolutamente queste cose, lo rimarco testualmente, di certo se fossi stato nella dirigenza monopolitana avrei tenuto le distanze. Il tifoso è questo, si sente avallato dai rapporti con la dirigenza e quindi assume, sia pure impropriamente, un crisma di potere personale e decisionale, anche se poi numericamente sono venti-trenta persone a farla da padrone e quindi un'unità irrisoria".

Logico quindi il silenzio stampa?
"Sicuramente apporta maggiore serenità all'ambiente, anche se ritengo che certe pressioni alla lunga andrebbero evitate.
Bisogna aggiungere poi che Monopoli è una cittadina non certo equiparabile come bacino d'utenza a Taranto, immagino solo cosa sarebbe accaduto con la tifoseria rossoblù se fosse successo un evento del genere come a Genova un anno e mezzo addietro (Genoa-Siena 1-4 con i tifosi del Grifone che invitarono Sculli e compagni a consegnare loro le maglie, ndr), credo che si sarebbe come minimo paralizzata la zona dello stadio per ore".

Il Taranto è ancora favorito per la promozione?
"Sono dell'avviso che è tutto ancora in gioco, i punti dal Marcianise sono pochi ed ampiamente recuperabili. Il mercato di dicembre, ormai prossimo alla riapertura, cambierà molto le carte in tavola, quindi sono convinto che con dei buoni innesti si potrà prendere in mano la vetta nel giro di poco tempo".