Calcio

L’unico dubbio resta Clemente

Il bomber del Taranto dovrebbe farcela per fare coppia con Hernan Molinari. Mercato, la società conferma l’impegno


TARANTO – Alla vigilia del recupero di domani a Francavilla in Sinni l’unico dubbio su cui Aldo Papagni scioglierà soltanto all’ultimo le riserve è relativo a Giampiero Clemente che ha svolto anche ieri lavoro differenziato e soltanto dopo la rifinitura di oggi si potrà appurare se partirà dall’inizio o dalla panchina.
Intanto il Cda tenutosi ieri ha posto in chiaro che la società non ha alcun problema economico, come era stato invece paventato da parte della Fondazione Taras e quindi si potrà operare senza problemi sul mercato, stante ancora una settimana esatta di durata dello stesso, sebbene non trapela assolutamente nulla in merito sia da parte dei dirigenti che dello stesso allenatore.


Lo stesso presidente Fabrizio Nardoni ha tenuto a precisare che i pagamenti sono in regola e che la mensilità di novembre sarà corrisposta entro Natale, giusto con due settimane di ritardo rispetto alla scadenza inizialmente prevista per venerdì, con l’aggiunta di un gruppo dirigenziale del centro Italia che si sarebbe offerto di fornire un apporto di sponsorizzazione in chiave presente e futura con ottima gittata monetaria, di questi tempi sarebbe sicuramente un ottimo toccasana.
Intanto nella giornata odierna seduta di rifinitura e quindi partenza per il ritiro in terra lucana, una sfida molto delicata quella contro i rossoneri di Ranko Lazic apparsi a loro volta molto in forma nella gara di Brindisi e dotati di elementi di qualità molto elevata quali il serbo Aleksic, autore di un sigillo d’autore e dell’estremo difensore Ricciardi, classe 1995 ma molto sicuro tra i pali con la saggezza di un veterano.
Lo stesso Papagni, presente domenica sugli spalti del “Fanuzzi” in qualità di attento osservatore dei lucani, ha posto in chiaro come la gara di domani racchiude molti crismi di rischio sotto tutti gli aspetti e non a caso l’ottima posizione di classifica parla chiaro in tal senso e non ammette alcuna impugnabilità.
Non ci sono dubbi che il gioco camaleontico di Ranko Lazic, figlio di una terra, la Serbia, da sempre svezzatrice di grossi talenti arrivati anche in nazionale e con molti di essi perni a loro volta del nostro calcio ad altissimi livelli, possa essere l’arma in più del Francavilla, abile ad interscambiare i ruoli in ogni posizione a partita in corso ed ad applicare a dovere ogni fase di spacchettamento del pallone ed altrettanto tale nella posizione di possesso e non possesso palla.
Su questo il vate di Bisceglie, cavilloso nel lavoro come pochi, sa benissimo che l’attenderà una battaglia all’arma bianca, a lui il compito di studiare a dovere le giuste contromosse.

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