Calcio

Per la porta del Taranto spunta l’ipotesi Barasso

Incontro con l’ex numero uno rossoblù, ritorno possibile per le ultime partite di campionato. Obiettivo: dare più sicurezza al reparto arretrato


Spunta l’ipotesi di un possibile ritorno tra i pali di Nicola Barasso, già estremo difensore rossoblù nel quinquennio 2007-2012, sebbene il diretto interessato al momento si è reso irreperibile, valutando nella “sua” Genova,

città che l’ha adottato una quindicina di anni addietro, l’idea di tornare due anni dopo in riva allo Jonio stante l’infortunio di Matteo Marani e la necessità di dover giocoforza puntare su un ‘numero 1’ di esperienza.

E’ in programma nella giornata odierna un incontro con il portiere originario di Castellammare di Stabia che dovrà quindi fornire una sua risposta in merito.

Già, il black out con la stampa, un dato di fatto cui si è ormai abituati da tempo e che spesso e volentieri ha assunto vari crismi di discutibilità in chiave positiva e negativa, corsi e ricorsi storici in proposito ve ne sono in quantità industriale e di certo in momenti difficili come questo, alla luce anche del pesante capitombolo maturato contro il Gelbison, appare forse la scelta più appropriata per evitare di stemperare polemiche o frasi spesso improprie.

Facendo un ritorno a ritroso a livello cronologico tastiamo con mano come proprio il silenzio stampa spesso ha anche fruttato in modo aureo e l’esempio lampante fu proprio quello del trionfo azzurro di 32 anni addietro in terra iberica nato proprio dalla scelta di evitare i colloqui quotidiani con gli organi di informazione dopo l’inizio stentato della prima fase alla vigilia di quella successiva nel girone di ferro contro il favoritissimo Brasile e l’Argentina campione uscente di Maradona.

Allora fu deciso, di comune accordo coi vertici federali, che solo Dino Zoff ed il compianto commissario tecnico Enzo Bearzot avrebbero rilasciato dichiarazioni alla stampa, alla luce di accordi stipulati dalle varie federazioni con la Fifa che prevedono comunque, a norma di regolamento da sempre, che un tesserato e l’allenatore sono comunque obbligati a dover tenere conferenze stampa, non a caso il titolo mondiale fu anche frutto proprio del black out attuato, di proprio pugno, dal resto della ciurma azzurra per evitare polemiche e chiacchiericci di ogni salsa.

Come rimarcò il compianto Sandro Ciotti in una sua autobiografia, il trionfo spagnolo fu proprio frutto di questo “poche parole, molti fatti” dando sfoggio proprio della chiusura totale di 21 dei 22 nostrani con la stampa nei dieci giorni a cavallo tra il successo contro la Selecciòn (la nazionale argentina) e l’atto conclusivo contro i tedeschi nella magica notte di quell’11 luglio.

Il Taranto allora come quella nazionale prima derisa, sbeffeggiata e poi idolatrata? Il paragone sembra molto forte e se vogliamo anche un po' impensabile, visto che oltretutto lo stop è totale e nemmeno il tecnico Aldo Papagni e capitan Prosperi avranno colloqui con la stampa, ma se in palio c’è un traguardo prestigioso allora ecco che il confronto, sia pure diverso come sostanza ovviamente, sussiste eccome.

Se vogliamo, qualche termine di somiglianza lo si potrebbe trovare con il Cosenza edizione 1997-98 che conquistò la B diretta a vantaggio della Ternana all’ultima giornata e con il sodalizio calabrese che impose ben quattro mesi di silenzio stampa da gennaio a maggio che alla fine si rivelò vincente proprio per tenere a bada polemiche e quant’altro. Corsi e ricorsi storici, per dirla alla Giambattista Vico, non hanno grossa valenza, ma calcisticamente parlando forse è anche possibile l’inversione, vedere per credere.

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